Marsh: gli assicuratori devono darsi una mossa o rischiano di soffocare la sharing economy

Secondo Marsh, è necessario che gli assicuratori supportino i cambiamenti in atto nel settore della mobilità e sostengano la crescita della sharing economy

Marsh ha affermato che gli assicuratori devono creare nuove forme di copertura, tenendo conto delle specificità dei gig-worker.

Non parliamo solo di rider, ma di lavoratori di piattaforme online, di ditte a contratto, lavoratori a chiamata e lavoratori temporanei. Un fenomeno largamente diffuso anche in Italia negli ultimi anni.

In un nuovo report Marsh osserva che la pandemia ha notevolmente accelerato i cambiamenti nel settore della mobilità a partire dalla consegna di beni a domicilio, last-mile delivery driverless o la crescita degli e-scooter. Un trend che continuerà almeno per i prossimi 18 mesi. Tuttavia, questo processo di crescita potrebbe essere ostacolato, secondo Marsh, senza una evoluzione dell’industria assicurativa che assecondi questi cambiamenti.

È straordinario osservare come la pandemia abbia accelerato l’adozione di nuove abitudini di mobilità in tutto il mondo”, ha affermato James Rose, Head of US Sharing Economy e Mobility Center of Excellence di Marsh. “Ciò che non è cambiato è la fiducia che i nuovi strumenti devono guadagnarsi tra le persone che in primis chiedono sicurezza. In questo senso l’assicurazione svolge un ruolo essenziale, in quanto protegge la piattaforma e l’utente laddove la responsabilità dei rischi potrebbe non essere chiara. Se l’assicurazione si evolve riuscendo a fornire le risposte necessarie, può potenziare questo cambiamento per molti anni a venire”.

E’ vero che i concetti di lavoro autonomo e independent contractor non sono nuovi, ma secondo Marsh le aziende digitali che forniscono servizi su ruota hanno accelerato le possibilità di accesso a questo tipo di lavori, evidenziando allo stesso tempo le forti carenze in termini di sicurezza sociale, dove gli assicuratori possono agire per colmare il gap e migliorare le forme di tutela.

Gli esperti di Marsh vedono anche opportunità per gli assicuratori attraverso l’utilizzo di sensori in grado di monitorare il comportamento di guida.

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