Le assicurazioni snobbano i Btp

LA QUOTA DI TITOLI DI STATO ITALIANI IN PORTAFOGLIO CALA AL 40%. NEL 2018 ERA AL 43,7%
di Anna Messia
Le assicurazioni riducono ancora il peso dei titoli di Stato italiani nei loro portafogli. Se si considera l’intervallo di tempo tra giugno 2020 e giugno scorso, secondo i dati pubblicati in questi giorni da Ivass, la quota degli investimenti destinata ai Btp si è ridotta di altri due punti percentuali al 40,1% e la frenata complessiva dal 2018 (43,7%) è state di oltre di quasi quattro punti.

In ballo ci sono cifre enormi, se si pensa alle ingenti masse gestite dal settore assicurativo che hanno ormai superato i 1.000 miliardi di euro investimenti rappresentando oltre il 60% del prodotto interno lordo nazionale. Del resto le assicurazioni sono da sempre i principali sottoscrittori di Btp, detenendo circa il 15% dei titoli in circolazione, ma la passione è andata scemando anno dopo anno. Se si guarda al valore assoluto, nell’ultimo anno l’investimento in titoli di Stato italiani è in verità cresciuto passando da 321,7 a 325,8 miliardi (+4,1 miliardi), ma, per fare un paragone, nello stesso periodo i titoli di Stato di altri Paesi sono saliti da 80 a 96 miliardi, con un incremento di 16 miliardi di euro.

Come spiegare tale disaffezione nei confronti dei Btp? L’intenzione delle compagnie assicurative è ridurre l’eccessiva volatilità degli indici di solvibilità legata agli investimenti in titoli di Stato. A venire allo scoperto era stata Unipol a fine 2020. Il ceo Carlo Cimbri aveva annunciato che il gruppo avrebbe ridotto l’esposizione all’Italia privilegiando titoli di altri Paesi: la sua quota in Btp, tradizionalmente fissata al 55% degli asset, sarebbe stata tagliata nettamente al 40%. L’obiettivo era arrivare a detenere un massimo 23 miliardi di euro di Btp dai 32 miliardi precedenti e l’obiettivo è stato quasi raggiunto, visto che a giugno la quota di Unipol era scesa a 24,9 miliardi, con un peso del 40,6%.

In discussione, come noto, c’è la revisione di Solvency II che potrebbe correggere parte dell’eccesso di volatilità sui Btp e nell’ultima riunione Ecofin il ministero dell’Economia ha chiesto ulteriori interventi migliorativi. (riproduzione riservata)
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