Italiani cauti e consapevoli quando si parla di credito

Da un’analisi del Gruppo Fire su clienti retail emerge che gli italiani sono tendenzialmente cauti nel richiedere forme di credito, consapevoli delle proprie capacità di far fede ai pagamenti e degli impegni finanziari assunti

Italiani popolo cauto e consapevole quando si parla di credito, soprattutto dopo aver avuto esperienza di problemi nel rimborsarlo. È il profilo che emerge da una rilevazione del Gruppo Fire, su clienti retail che la società ha supportato negli scorsi mesi nella gestione del proprio debito in area consumer finance e banking, effettuata con l’obiettivo di valutarne il livello di consapevolezza finanziaria.

I dati emersi, pur collocandosi nel quadro di un Paese con un livello di alfabetizzazione finanziaria tra i più bassi in Europa, come riportato nell’ultima rilevazione IACOFI condotta dalla Banca d’Italia a dicembre 2020, mettono in luce alcune peculiarità.

La maggioranza delle persone ascoltate, pur divenuta “cliente finale” di Fire per risolvere la propria situazione di debito, si è dichiarata consapevole degli impegni finanziari assunti, delle eventuali conseguenze di un mancato pagamento e della propria capacità di far fede ai pagamenti. Soggetti consapevoli dei propri limiti e cauti nella gestione finanziaria e dunque in situazione di difficoltà di pagamento per motivi diversi da un’eccessiva propensione al rischio.

L’83% si è dichiarato consapevole della propria capacità di far fede al pagamento del credito

Nello specifico, alla domanda Prima di richiedere il finanziamento, aveva valutato la sua capacità di far fede ai pagamenti, considerando anche altri impegni o imprevisti?” il 60% si è dichiarato consapevole e il 23% abbastanza consapevole, mentre il rimanente 17% si è dichiarato non consapevole.

L’85% si è detto convinto dell’importanza di instaurare un dialogo con gli istituti di credito già ai primi segnali di difficoltà

A questo proposito è interessante evidenziare il livello di consapevolezza del supporto che un dialogo con l’istituto di credito avrebbe potuto offrire se richiesto ai primi segnali di difficoltà: il 70% ha dichiarato che sarebbe stato molto utile e un ulteriore 15% abbastanza utile.

Il 75% delle richieste di finanziamento per necessità: liquidità (38%), acquisto auto (20%) e casa (17%)

Analizzando i dati relativi all’oggetto del finanziamento richiesto, si evidenzia che il 38%, ha richiesto un finanziamento per ottenere liquidità, un 20% per l’acquisto di un’automobile e un 17% per spese relative alla casa. Solo un 7% per acquisto di un bene che rientra nella categoria di lusso.

Per quanto riguarda la consapevolezza finanziaria correlata all’età anagrafica dei rispondenti, si nota che le fasce tra i 18 e i 30 anni e gli over 60 mostrano una consapevolezza dichiarata molto alta, mentre le fasce centrali, ovvero chi ha tra i 31 e i 60 anni, si dichiarano relativamente meno consapevoli.

Un altro tema analizzato è stato il numero rapporti di credito in essere, con circa la metà dei soggetti (55%) che ha all’attivo un solo finanziamento, mentre un 27% ne ha due. Il 17% invece ha dichiarato di averne più di due.

Sul tema dell’importanza della propria storia creditizia e di come questa abbia un’influenza sull’accesso ad ulteriori prestiti o finanziamenti o altre forme di credito è interessante notare come il 53% dei soggetti abbia definito “molto importante” la riabilitazione per poter accedere a nuovo credito, che, sommato ad un ulteriore 15% che ha dichiarato “abbastanza importante”, porta ad un totale del 68% il volume di persone che ritengono fondamentale riabilitarsi finanziariamente.

Il 72% valuta che la pandemia da Covid-19 abbia influito molto sulla propria capacità di rimborso

Una delle ultime domande ha voluto analizzare poi la correlazione tra la crisi pandemica da Covid-19 e la capacità del cliente di rimborsare il proprio credito. Le risposte fornite evidenziano che nel 72% dei casi la pandemia ha influenzato “molto” la capacità di rimborso, percentuale che se sommata a quella di coloro che hanno risposto abbastanza (3%) porta la platea di chi ritiene di aver risentito dell’emergenza sanitaria ad un netto 75%.

Il peso di una consulenza specializzata nella ridefinizione della propria posizione creditizia è stato un ulteriore elemento analizzato. È stato chiesto quanto fosse stato importante il supporto di un soggetto esperto in gestione del credito: il 75% ha risposto “molto”, con un ulteriore 8% che ha risposto “abbastanza”.

Infine, è stato richiesto un consiglio per chi è in procinto di richiedere una qualsiasi forma di finanziamento. Al primo posto, con il 40%, il suggerimento di non richiedere credito se non si hanno le capacità finanziarie per ripagarlo e al secondo posto, con il 20%, di farne ricorso solo in caso di estremo bisogno. La protezione tramite assicurazione del proprio credito è invece al terzo posto con il 15% dei rispondenti. La scelta di un finanziatore che preveda di venire incontro alle difficoltà del cliente è il consiglio alla quarta posizione, con un 12%, mentre solo un 3% consiglia di approfondire le clausole contrattuali prima della sottoscrizione del contratto di finanziamento.

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