Bankitalia: finanza verde a rischio greenwashing

IL GOVERNATORE VISCO: SERVONO PIÙ DATI, C’È IL RISCHIO DI PRATICHE SCORRETTE. PANETTA (BCE): ATTENZIONE AI PERICOLI CIBERNETICI
di Onofrio Giuffrè
La finanza sostenibile «è cresciuta notevolmente in pochi anni, fino al punto che ci si potrebbe chiedere se questa crescita sia essa stessa sostenibile». Da una parte, aumentare i finanziamenti per la transizione a zero emissioni richiede ancora più investimenti green e obbligazioni verdi; d’altra parte, «contenere il rischio di greenwashing è fondamentale: richiede più dati e strumenti migliori per identificare, valutare e confrontare la sostenibilità». Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione dell’Omfif-Sustainable Policy Institute symposium nell’ambito del G20 Presidency programme on Sustainable Finance, aggiungendo che la finanza «può fare molto per aiutare e rafforzare il processo di ridurre le emissioni, convogliando maggiori risorse verso investimenti sostenibili». Gli investimenti verdi vengono generalmente effettuati attraverso differenti tipologie di strategie finanziarie, tipicamente basate su «metriche di sostenibilità».

Il fatto che non vi sia alcun obbligo di vigilanza sulle attività non finanziarie delle imprese e l’assenza di indicatori standardizzati e la prevalenza di dati qualitativi «lasciano spazio alle imprese per tentare di alterare la percezione esterna della loro sostenibilità al fine di attrarre fondi. Notizie recenti su pratiche scorrette riguardanti le strategie Esg confermano che questi rischi sono concreti», ha proseguito il governatore. Alcune stime suggeriscono che il 55% dei fondi etichettati come «a basso tenore di carbonio», «senza combustibili fossili» ed «energia verde» hanno esagerato le loro affermazioni e oltre il 70% dei fondi promette obiettivi Esg che non sono riusciti a raggiungere, ha concluso Visco.

«L’urgenza del problema del cambiamento climatico e le sue conseguenze disastrose sono sotto gli occhi di tutti. Arrestare il cambiamento climatico richiede il raggiungimento di emissioni nette di gas serra pari a zero su scala globale nei prossimi decenni. È un compito urgente: ritardare l’azione potrebbe essere estremamente costoso e potrebbe rivelarsi inefficace», ha detto il governatore della Banca d’Italia. «Nonostante il fatto che la COP26 si avvicini e nonostante il consenso diffuso sugli obiettivi da raggiungere, l’impegno effettivo dei singoli Paesi per la riduzione delle emissioni è stato insoddisfacente», ha proseguito Visco sottolineando come «una transizione di successo richiede uno sforzo maggiore e una più stretta cooperazione globale».

Intanto anche i rischi cibernetici al sistema finanziario e dei pagamenti digitali, nonostante i progressi fatti, impongono alle istituzioni europee di «restare proattive» e «pienamente impegnate nel proteggere la resilienza di fronte a un livello di minaccia crescente», ha detto Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, aprendo i lavori della sesta riunione dello Euro Cyber Resilience Board for pan-European Financial Infrastructures (Ecrb).

Per quanto riguarda la Bce, intanto, la pressione sui prossimi interventi della banca centrale salirà dopo i dati sull’inflazione tedesca, salita al 4,1% a settembre, dal 3,4% di agosto, ai massimi dal 1997. Si tratta di valori superiori al 2% previsto come target dalla Bce per l’Eurozona, ma restano influenzati da fattori transitori. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf