Non solo ristorazione tra i settori più colpiti dal dpcm

di Riccardo Fioramonti
Il nuovo decreto varato dal governo per contenere la pandemia ha sollevato le comprensibili lamentele delle categorie più colpite. Proprio passando in rassegna i diversi settori, Equita sim ha cercato di valutare le conseguenze per settori d’attività e anche per i titoli quotati , come riportato dall’agenzia MF Dowjones. Per i titoli legati al gioco gli esperti stimano che lo stop imposto per un mese possa valere un aumento dell’1-2% in termini di ebitda nel caso di Igt (quotata però negli Stati Uniti). In Italia una considerazione analoga potrebbe valere comunque per Digital Bros. Altra probabile beneficiaria è Newlat, che conta circa il 70% dei ricavi in Italia, grazie a una accelerazione dei consumi domestici. Per lo stesso motivo possono trarre vantaggio altre società del settore alimentare come La Doria o del beverage come Italia wine brands, che consegna vini a domicilio.

Ovviamente penalizzato il settore della ristorazione. In particolare Marr (circa 70% dei ricavi e 80% dell’ebitda nel canale bar e ristoranti, tutto in Italia) e Campari (20% delle vendite in Italia, di cui 70% nel canale ontrade, con parziale compensazione nell’off-trade). Attenzione anche su Guala (meno del 10% delle vendite in Italia, di cui una parte off-trade). Sul fronte delle attività commerciali, Equta evidenzia che il Dpcm appare «meno penalizzante di quanto temuto, scongiurando per il momento un’estensione su tutto il territorio nazionale delle limitazioni introdotte per esempio in Lombardia». Quanto alle attività fieristiche, per Fiera Milano «l’impatto è limitato avendo in programma fino al 24 novembre solo una manifestazione fisica di piccola dimensione», segnala Equita (mentre Akros ha tagliato il tp da 3 a 2 euro per azione). Per Ieg, invece, l’impatto «è maggiore perchè nel periodo si sarebbe dovuta svolgere Ecomondo», che rappresenta circa 10 milioni di ricavi». La società ha già annunciato che la manifestazione si terrà ma in formato digitale, estendendo il periodo dell’evento dal 3 al 16 novembre. Da valutare secondo gli esperti le eventuali risorse a fondo perduto e le misure a supporto del settore. Nel mirino anche le palestre: per Technogym l’Italia vale circa il 9% dei ricavi. Equita evidenzia tuttavia come questo sia anche «il mercato con la maggiore penetrazione nell’home fitness» e già nel secondo trimestre quello domestico si era dimostrato come il mercato più resiliente, accusando un calo limitato al 12% su base annua. Mentre Akros ha ridotto il prezzo obiettivo da 9 a 6,5 euro per azione). (riproduzione riservata)