di Filippo Merli
Numero di targa. Casco obbligatorio anche per i maggiorenni. Assicurazione. Sul tavolo dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, c’è una proposta dell’amministrazione di Firenze per regolamentare l’uso dei monopattini. Con norme più stringenti rispetto a quelle in vigore attualmente.

Nel capoluogo toscano il servizio di sharing dei mezzi elettrici inizierà il 19 ottobre. E alla fine dell’anno la cittadinanza potrà contare su circa 900 unità a disposizione negli appositi parcheggi. I monopattini in circolazione, però, sono già centinaia. Ecco perché, a partire dalla prossima settimana, la giunta del sindaco Pd, Dario Nardella, darà il via a una campagna informativa con cartelloni, totem, volantini e pagine social per informare i cittadini sui limiti di velocità e sulla sicurezza stradale. Il Comune di Firenze, oltre alle disposizioni locali, si è mosso anche su scala nazionale. «Abbiamo fatto una serie di proposte all’Anci, vediamo quali saranno i tempi», ha annunciato l’assessore alla Mobilità, Stefano Giorgetti.

La proposta comprende targa, assicurazione e casco anche per gli over 18. «Da Firenze è partita la proposta della targa e dell’assicurazione obbligatoria per i monopattini», ha sottolineato Giorgetti. «Non sarà nell’immediato, ma ci arriveremo, perché secondo noi è fondamentale». Nel frattempo, tramite la polizia municipale, il Comune effettuerà controlli rafforzati sui mezzi elettrici con particolare attenzione alla velocità massima consentita e alle strade vietate.

La giunta Nardella si muove al pari di altre amministrazioni per limitare l’uso dei monopattini. Pochi giorni fa il consiglio comunale di Genova, con 25 voti a favore e 13 astenuti, ha approvato una mozione che prevede l’introduzione di una copertura assicurativa e l’utilizzo del casco obbligatorio per i mezzi a due ruote, comprese le e-bike. Con alcuni amministratori che, come nel caso del capoluogo toscano, hanno proposto di identificare i mezzi tramite targa.

A Torino la giunta del sindaco M5s, Chiara Appendino, ha studiato un decalogo per spiegare le regole della strada e le buone norme di comportamento agli utenti di mobilità dolce che non sempre rispettano il codice della strada.

A Venezia, invece, l’amministrazione del sindaco di centrodestra, Luigi Brugnaro, ha inviato gli operatori del servizio di sharing nelle scuole superiori per spiegare agli studenti le norme di sicurezza e il codice della strada. Oltre alla possibilità di fare pratica sul campo.

Fuori dai confini nazionali ci sono amministrazioni cittadine che hanno introdotto leggi più drastiche. Se non addirittura divieti. A Copenaghen, per esempio, il Comune ha proibito l’uso dei monopattini elettrici nel centro storico. Stesse limitazioni introdotte a Londra, dove chi usa il monopattino sulle strade pubbliche deve pagare 300 sterline di multa. L’unico posto in cui si possono utilizzare i mezzi elettrici sono le strade private. E solo col permesso del proprietario.

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