di Giovanni Galli
L’impresa che acquista il credito d’imposta derivante dal superbonus al 110% risponde solo dell’utilizzo corretto del credito e non anche della sussistenza dei requisiti che hanno portato il contribuente a richiederlo. Lo ha detto ieri il sottosegretario al ministero dell’economia e delle finanze, Alessio Villarosa in risposta all’interrogazione a risposta immediata in Commissione VI Finanze della Camera dei deputati. «Con riferimento ai controlli dell’amministrazione finanziaria, quindi alle eventuali responsabilità, le norme prevedono», ha detto, «a tutela della buona fede del cessionario, che lo stesso risponda del solo utilizzo irregolare del credito, ma non anche dell’assenza dei presupposti in capo al cedente in ordine alla maturazione del diritto alla detrazione e delle sanzioni applicabili».

Accesso su strada privata

Villarosa ha fornito anche un’altra delucidazione sugli immobili con accesso su strada privata. Con riferimento al concetto di «accesso autonomo» che possa assicurare i requisiti di «autonomia funzionale» e «presenza di uno o più accessi autonomi dall’esterno» richiesti dalla norma per poter beneficiare del superbonus, può ritenersi tale, ha chiarito, anche l’accesso da una strada privata e/o in multiproprietà, nonché l’accesso da terreni di utilizzo comune, ma non esclusivo, come i pascoli, non essendo rilevante che il terreno sia di proprietà esclusiva del possessore dell’unità immobiliare.

L’accoglienza delle banche

Al termine delle interrogazioni, Villarosa ha reso noto che «il superbonus è stato accolto con favore dalle principali banche italiane. A fronte della percentuale del 110% di bonus riconosciuto, di norma le banche conferiscono il 100%. Alcuni dei principali player di mercato conferiscono anche percentuali superiori che oscillano tra il 101% e il 102,5%. Il superbonus sarà tra i principali fattori che contribuiranno al rimbalzo del Pil post emergenza Covid-19», ha commentato. Sullo stesso tema era intervenuta una nota dei deputati della Lega in Commissione Alberto Gusmeroli, Massimo Bitonci, Giulio Centemero, Laura Cavandoli, Gianluca Cantalamessa, Silvia Covolo, Francesca Gerardi, Alessandro Pagano e Leonardo Tarantino. «Il governo vigili sulle banche che propongono di scontare il credito fiscale del bonus 110% a percentuali elevatissime. Si parla di sconto bancario del bonus 110% rimborsando valori che variano dal 93 al 98%. Il mercato delle ristrutturazioni che si vuole rilanciare rischia di essere frenato e il bonus 110% diventerebbe l’ennesimo regalo alle banche! Il governo faccia chiarezza ed emani anche tutti i decreti attuativi ancora in sospeso e che in questo momento limitano fortemente l’utilizzo della misura fiscale frenando un mercato che sta già sopportando le difficoltà della crisi economica».

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