Generali entra nel cda Cattolica

di Anna Messia
I rappresentanti di Generali Assicurazioni si preparano a entrare nel consiglio di amministrazione di Cattolica. Secondo quanto anticipato ieri da milanofinanza.it oggi si terrà il consiglio di amministrazione della compagnia veronese per dare il via libera alla prima tranche dell’aumento di capitale di 500 milioni chiesto da Ivass per risollevare l’indice di solvibilità che per 300 milioni sarà sottoscritto da Generali che arriverà di conseguenza a detenere il 24,4% di Cattolica. Un’operazione che, a differenza della seconda tranche da 200 milioni che sarà rivolta al mercato entro la fine dell’anno, può avvenire anche nelle more del via libera al prospetto da parte di Consob, la cui procedura è comunque già stata avviata. Si parte, quindi, oggi e gli accordi, come noto, prevedono che la compagnia triestina esprima 3 dei 17 membri del consiglio di amministrazione di Verona. Scelta che sarebbe ricaduta su Stefano Gentili, a lungo responsabile della distribuzione di Generali Italia e oggi senior advisor del ceo Marco Sesana, Roberto Lancellotti (ex McKinsey) e su Elena Vasco, segretario generale della Camera di Commercio di Milano.Esponenti che prenderanno il posto di Pierantonio Riello, uscito nei giorni scorsi, di Carlo Napoleoni e di Chiara de Stefani, che è entrata nel cda di Verona nel 2017. A questo punto si aprono quindi ufficialmente nuovi scenari per la compagnia guidata da Carlo Ferraresi, con l’ingresso di Generali che, ovviamente, non sarà solo un partner finanziario.

In ballo ci sono accordi relativi alla partnership con la compagnia triestina che coinvolgono il settore dell’asset management, la salute, internet e la riassicurazione ma si potrà andare oltre. Una volta completato questo primo passaggio e conclusa la trasformazione della compagnia presieduta da Paolo Bedoni da società cooperativa a spa, destinata ad essere operativa dal prossimo aprile, l’alleanza tra i due partner potrebbe farsi ben più articolata visto che, secondo gli accordi firmati, sono pronti a valutare operazioni, societarie o di mercato, che consentano il rafforzamento della partnership e lo sviluppo di sinergie tra i due gruppi assicurativi. Operazioni che, come chiarito in più occasioni, dovranno comunque tutelare l’identità di Cattolica e il legame storico con il territorio ma anche la struttura manageriale, la rete distributiva e i livelli occupazionali della compagnia di Verona, garantendo allo stesso tempo il mantenimento della legal entity dell’assicurazione veneta. Nelle linee guida indicate dai due partner è stato poi aggiunto che saranno valutate sinergie, nel settore agricolo-assicurativo, degli enti religiosi e del terzo settore e nella bancassicurazione, con la messa a fattor comune delle rispettive esperienze, mantenendo Verona come sede operativa. Intanto si parte con l’aumento di capitale e gli inserimenti nella governance e sullo sfondo resta l’ipotesi che Generali possa decidere di rafforzare la stretta e lanciare un’offerta pubblica su Cattolica. Ma per ora è solo un possibile scenario futuro. (riproduzione riservata)

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