Credem mira al private banking

di Andrea Ciociola
Due realtà, governance unica: il gruppo Credem dà il via al progetto di sviluppo del private banking che coordinerà Credem e Banca Euromobiliare. Considerate insieme, le due strutture totalizzano 32 miliardi di euro di masse. Nasce così quello che viene presentato come il quinto polo del private banking in Italia. Il piano prevede la costituzione di una business unit all’interno di Credem, affidata al direttore generale di Banca Euromobiliare Matteo Benetti (che manterrà l’incarico), in cui confluirà l’attuale canale di private banking Credem, guidato da Gianluca Rondini, che conta su 287 banker e un portafoglio di 20,3 miliardi di euro. «Lo sviluppo del private banking è tra gli obiettivi più importanti del gruppo», commenta Benetti, «e riteniamo che il modo migliore per raggiungere tale traguardo sia unire le forze, gli intenti, le competenze e gli investimenti, valorizzando innanzitutto il lavoro e la professionalità delle persone. Ma vogliamo farlo preservando le caratteristiche distintive delle nostre strutture».

Stefano Pilastri, vicedirettore generale, si occuperà del coordinamento della nuova business unit private e di Banca Euromobiliare. Realtà che vanta 410 professionisti e 11,7 miliardi di portafoglio. «Abbiamo organizzato il nuovo Polo Private come una struttura che permetta alle differenze delle nostre realtà di esaltarsi attraverso la sinergia», ha sottolineato Stefano Pilastri. «Abbiamo voluto mantenere i singoli brand ponendo alla base del progetto il concetto strategico che la diversità non è ostacolo alla collaborazione, ma anzi trova in essa il fattore determinante per esaltarsi».

La nascita del nuovo polo risponde all’esigenza di rafforzamento del posizionamento di Credem e Banca Euromobiliare verso la clientela private, tramite una consulenza più ampia e grazie alla creazione di sinergie tra le due strutture per accrescere il livello di specializzazione e di focalizzazione del business. Saranno tre le direttive principali di sviluppo: le reti private del Gruppo si doteranno di una piattaforma di advisory unica sul mercato, rafforzeranno la digitalizzazione attraverso investimenti che consentano la gestione di tutte le necessità della clientela, anche da remoto, e consolideranno la formazione tecnica e relazionale dei private banker e dei consulenti finanziari del polo, per rispondere alle nuove esigenze della clientela.

La nuova struttura permetterà di rendere più efficiente il modello di business del gruppo, la cui attività commerciale, che si articola tra le aree retail, small business e corporate, conta 611 tra filiali, centri imprese, centri small business e negozi finanziari, oltre alla rete di consulenti finanziari con 520 professionisti. «Giudicheremmo positivamente la creazione di questo nuovo polo del private banking se ciò consentisse una crescita più rapida nella gestione patrimoniale, poiché la gestione patrimoniale in generale rimane più redditizia della banca commerciale tradizionale nelle attuali condizioni di mercato», è il commento di Mediobanca Securities, che ha un rating outperform sul titolo Credem e un target price di 5,5 euro. A Piazza Affari Credem ha chiuso la seduta in ribasso dell’1,02%, a quota 3,87 euro. (riproduzione riservata)

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