Il Btp green diventa realtà

di Luisa Leone
Il governo accelera sul Btp Green. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza l’ultimo tassello della cornice amministrativa necessaria al lancio del primo titolo di Stato italiano verde sarebbe in dirittura d’arrivo. Si tratta della nomina del Comitato Interministeriale che avrà il compito di indicare gli investimenti pubblici che potranno essere effettivamente finanziati con questo strumento. La nomina avverrà tramite un decreto apposito e il coordinamento, come previsto dalla legge di Bilancio 2020, sarà in capo al ministero dell’Economia e delle Finanze. Se tutto andrà per il verso giusto il lancio del primo Btp green potrebbe effettivamente avvenire entro la fine del 2020, come originariamente previsto e ribadito anche nell’aggiornamento delle linee guida sulla gestione del debito pubblico dello scorso aprile. Di certo bisognerà prima che il Comitato si insedi e che inizi il suo lavoro per la definizione dei criteri per l’elegibilità degli investimenti al finanziamento tramite il nuovo strumento di debito, e si dovranno indicare poi anche i singoli capitoli di bilancio, in capo a ogni ministero, che potranno essere candidati. Per fare un esempio, si dovrà decidere se il bonus per le ristrutturazioni al 110% potrà essere così finanziato, uno strumento su cui punta moltissimo il governo e in primis il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Riccardo Fraccaro o quello per la mobilità sostenibile, o le spese per gli interventi per il dissesto idrogeologico e così via. Un lavoro piuttosto certosino, ma necessario perché la rendicontazione degli investimenti sarà un fattore importante e imprescindibile per il successo del Btp Green: gli investitori che acquisteranno lo strumento dovranno infatti poter avere contezza di come i denari sono stati spesi e che siano davvero stati incanalati in progetti sostenibili; informazioni che dovrebbero essere poi raccolte in report pubblici. Intanto, anche se non sarebbe ancora stato incaricato del dossier, il Tesoro avrebbe iniziato da tempo a lavorare allo strumento e quando tutto il quadro regolatorio sarà effettivamente pronto si potrà entrare nel vivo e sondare il mercato. Certo l’Italia in questi mesi ha già raccolto molto sul mercato, ma i prodotti green in questo momento rivelano sempre un buon appeal. Di recente, i primi di settembre, è stata la Germania a fare il suo debutto con un Bund sostenibile decennale, collocando di 6,5 miliardi di euro con richieste per ben 33 miliardi. Berlino ha già annunciato di voler costruire un’intera curva dei rendimenti green, con una nuova emissione a stretto giro. La Germania no è comunque certo una pioniera nel mondo dei titoli di stato sostenibili: il primo Paese a sfruttare questa opportunità è stata infatti la Francia, nel 2019, seguita poi da Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Polonia. Per l’Italia potrebbe essere l’occasione anche per finanziare qualcuno dei progetti in chiave verde presentati per ottenere i finanziamenti del Recovery Plan ma che potrebbero rimanere fuori dalla cernita che il governo sta effettuando. L’ammontare complessivo delle proposte presentate a fine agosto ammontava infatti a quasi 600 miliardi, con più di 550 progetti. (riproduzione riservata)

Il 15% dei bond verdi non ha i requisiti
di Paola Valentini
Il mercato dei green bond continua a crescere grazie a una forte domanda degli investitori. E la pandemia ha accelerato la sensibilità verso soluzioni di investimento più sostenibili, come appunto le obbligazioni verdi. Anche il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto ieri che rivedrà gli acquisti di bond in ottica green. Tuttavia NN Investment Partners avverte che gli investitori devono esaminare le credenziali di questa tipologia di titoli perché circa il 15% delle emissioni proviene da aziende coinvolte in pratiche controverse. Le obbligazioni verdi sono simili alle loro controparti tradizionali, ma sono usate specificamente per finanziare progetti con benefici ambientali. Secondo la società di gestione olandese il mercato globale dei green bond è destinato a crescere dagli attuali 670 miliardi di euro a mille miliardi di euro entro la fine del 2021 e a 2 mila miliardi di euro entro la fine del 2023. L’Ue prevede di destinare oltre il 30% del Recovery Fund da 750 miliardi di euro per progetti che saranno finanziati dal debito verde. L’analisi di NN IP mostra anche che l’indice Bloomberg Barclays Msci Euro Green Bond ha conseguito un rendimento annuo del 3,2% tra gennaio 2016 e agosto 2020, superiore di 70 punti base rispetto all’indice Bloomberg Barclays Msci euro aggregate delle obbligazioni tradizionali. Dal 2015, le obbligazioni verdi hanno fatto meglio delle loro controparti ogni anno, ad eccezione del 2017. Il green bond tedesco a 10 anni, però, ha al momento dell’emissione ha un rendimento di -0,46%, leggermente inferiore al -0,45% del bond convenzionale. (riproduzione riservata)

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