Un campus di uffici aperto alla città

Allianz Real Estate riqualifica l’ex sede del gruppo in Corso Italia a Milano. Fine lavori nel 2022
Business, verde e ospitalità. Progetto e quartiere vanno in mostra
di Francesca Sottilaro

Il complesso architettonico di Corso Italia 23 a Milano, per 60 anni sede di Ras prima e di Allianz poi, concepito nella sua struttura originaria da Gio Ponti, Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli cambia volto sotto la regia di Allianz Real Estate e il collettivo di architetti Skidmore Owings e Merrill (Som).
A oggi un cantiere aperto, dopo l’uscita dei 2 mila dipendenti del colosso assicurativo confluiti nell’headquarter di City Life, il polo rinascerà a fine lavori, previsti nel 2022, con un campus dedicato al business e permeabile con la città. Includerà, in una nuova veste trasparente e luminosa, spazi verdi e vetrine retail, una connessione diretta con Linate, grazie all’arrivo della nuova linea 4 della metropolitana, e un hub dell’hospitality all’indirizzo via Santa Sofia 37. Anche in questo caso si tratta di un immobile del gruppo, gestito da Allianz Real Estate dove troverà spazio un hotel della catena Radisson Collection.

A guidare il progetto di riqualificazione, la grande attenzione alla sostenibilità e al quartiere che, questa la novità, è protagonista fino a domenica prossima, nella mostra «Lavori in Corso… Italia 23» dedicata al complesso, dalle origini a oggi. In un’ambientazione al grezzo, nelle vetrine di quella che un tempo era una banca, convivono il modello e i render del progetto, foto storiche dei luoghi e una galleria sui personaggi e le botteghe che continuano a fare storia in questo angolo di Milano: dal Touring Club (nella cui sede arriverà un altro hotel 5 stelle) alla Chiesa di San Celso, dalla macelleria Faravelli al Calzolaio Enzo, senza contare i complessi di archistar come Caccia Dominioni e Moretti.
«Si tratta di un modo un po’ nuovo di presentare un progetto che si apre alla città. Risponderemo alle domande del pubblico mostrando il futuro degli spazi», ha spiegato Donato Saponara, head of transactions West Europe e country head Italia di Allianz Real Estate, raccontando la riqualificazione. «Qui un tempo c’erano 2 mila persone e ne arriveranno 3 mila». Dipendenti che, come ha ricordato Alexander Gebauer, ceo di Allianz Real Estate per l’Europa Occidentale, «hanno fatto parte di questi luoghi per 60 anni e restano legati al quartiere. Ora cerchiamo di ridare ciò che ci è stato dato, sicuramente in termini di elevata qualità della vita. Il nostro obiettivo è la creazione di valore a lungo termine senza dimenticare la sostenibilità».

A livello progettuale, se Gio Ponti diceva che «le facciate sono ciò che della città appare», l’ex sede di Allianz è stata rinnovata in chiave avveniristica dallo studio noto per aver concepito alcuni tra i progetti più noti al mondo: come il Burj Khalifa a Dubai e prima ancora il John Hancock Center e la Sears Tower a Chicago. Il campus urbano si spoglia, sul lato di Corso Italia, del suo tessuto scuro per accogliere materiali trasparenti e terrazze alberate sui tetti. «Gli spazi business saranno sia indoor sia outdoor», ha spiegato a ItaliaOggi Yasemin Kologlu, design director del progetto per lo studio internazionale Som. «Mentre sul lato di Santa Sofia, dove aggiungeremo un piano, cambieranno i materiali mantenendo la legacy del progetto». Altro particolare, come nel disegno iniziale di Ponti, ricomparirà un grande varco vetrato nel complesso lato via Santa Sofia mostrando nuovi scorci alla città.

Nei 45 mila metri di spazi flessibili, pronti ad ospitare gli uffici di diverse aziende (rumors parlano, tra gli altri, della firma di consulenza Deloitte), verranno applicati gli standard tecnologici e di sostenibilità di ultima generazione, mentre l’utilizzo di nuovi materiali e i rivestimenti ridurranno del 60%la dispersione del calore.
Nel progetto è stato anche coinvolto Piero Pelizzaro, chief resilience officer del Comune di Milano: «La città non sarebbe quella che è senza le grandi aziende e le piccole realtà del territorio», ha detto, «Oggi molte grandi aziende hanno capito che svolgono un ruolo di natura non solo produttiva, ma anche sociale. Alcune trasformazioni che abbiamo visto in questi anni, e Corso Italia 23 è una di queste, avvengono perché i gruppi decidono di investire negli immobili e nelle aree che li circondano».
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