RCA: Ania, dal disegno di legge rischio di aumento generalizzato dei prezzi

Il disegno di legge che mira a modificare due norme del Codice delle assicurazioni sulla RCA rischia di produrre l’effetto contrario rispetto all’obiettivo di ridurre il divario dei prezzi per l’assicurazione obbligatoria rispetto alla media degli altri paesi europei e di provocare invece un aumento generalizzato dei prezzi.

Questa l’opinione dell’Ania espressa dal direttore business dell’associazione delle compagnie di assicurazioni Umberto Guidoni nel corso dell’audizione davanti alla Commissione finanze della Camera sul ddl di iniziativa dell’onorevole Andrea Caso (M5S).

Il divario del premio medio RCA tra l’Italia e la Ue lo scorso anno era di 72 euro con una riduzione di oltre il 66% rispetto ai 213 euro della media degli anni 2008-2012. Un gap, ricorda l’Ania, dovuto alla diversa struttura dei costi dei risarcimenti tra l’Italia e i principali paesi europei. Il divario si è ridotto anche all’interno del paese, tra le diverse province italiane “per effetto della concorrenza e della tecnologia”, ossia della ‘scatola nera’ che ha permesso di ridurre il divario territoriale tra i prezzi della rc auto di oltre il 40 per cento.

La proposta di modifica dei criteri per determinare il premio Rc auto nel Ddl Caso, osserva l’Ania, punta, all’imposizione dei prezzi per legge che “non è il metodo giusto per garantire che i prezzi della Rc auto continuino a diminuire, né questa proposta di legge consentirebbe di procurare reali benefici ai cittadini delle aree a più alta incidentalità, perché non mira a diminuire né il numero né il costo dei sinistri in queste aree e nel resto del territorio”.

La proposta, aggiunge Guidoni, “viola fondamentali norme comunitarie e nazionali e, ove divenisse legge, potrebbe essere oggetto di immediata impugnazione nelle competenti sedi giudiziarie”. Servono invece “interventi legislativi sulle cause socio-economiche del livello del prezzo della Rc auto” altrimenti sarà impossibile “diminuire il costo totale dei sinistri che è la componente principale del ‘fabbisogno tariffario” che rimarrebbe in tal modo invariato.

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