RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 26/10/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Itas Gestione Dinamica è una assicurazione a vita intera a premio unico, con capitale collegato in parte ad una gestione separata per dare stabilità e in parte investito in fondi interni. Il contratto prevede il pagamento di un premio unico (minimo 5 mila euro e massimo 300 mila euro all’atto del perfezionamento, con eventuali aggiunte che non potranno superare l’importo di 100 mila euro. I premi versati, come sempre al netto dei costi, verranno investiti sia nella gestione separata Formula Fondo sia nella linea di investimento Azionario Euro, per la combinazione prescelta, dove quest’ultimo elemento costituisce il plus in termini di rendimenti attesi e di rischiosità aggiuntiva.
Intesa Vita Synthesis è un prodotto di investimento assicurativo dedicato alla clientela di Intesa Sanpaolo Private Banking, quindi di taglio medio-alto. Si tratta in sostanza di una polizza vita multiramo a versamento unico e a vita intera con possibilità di versamenti aggiuntivi, che non ha una scadenza prestabilita. Il contraente deciderà se mantenere la polizza per tutta la vita o disinvestire il capitale, parzialmente o totalmente. L’impegno iniziale non è da tutti, visto che è richiesto un versamento minimo iniziale di150 mila euro. I premi verranno investiti sia nella gestione separata Trendifondo, di Intesa Sanpaolo Vita, e sia in fondi interni di tipo unit linked, ma volendo è possibile optare anche a favore di Oicr esterni di primarie case di investimento. La prima componente aiuta a dare stabilità e a costruire un cuscinetto di redditività, mentre il secondo elemento è dedicato a una maggiore volatilità, a seconda della linea di investimento selezionata. Un vincolo irremovibile è riferito alla quota investita nella gestione separata, che oscilla da un minimo del 20% fino ad un massimo del 50%.
Il sistema previdenziale si connota sempre più per una ricerca di soluzioni di flessibilità in uscita che accompagnino in maniera graduale i lavoratori in una transizione verso la quiescenza. Nella previdenza obbligatoria si va dall’Ape a quota 100. La prima è stata, nella manovra allo studio, riproposta anche per il 2020 nella versione social, la seconda, che è partita quest’anno per un triennio, è invece oggetto del dibattito politico è invece oggetto del dibattito politico con il governo intenzionato a non toccarla.
Il colosso bancario Intesa Sanpaolo  offre oggi un rendimento grazie alla cedola (dividend yield) dell’8%. Un ritorno di circa nove volte quello del Btp decennale, che attualmente frutta lo 0,91%. Certo, investire in azioni comporta dei rischi. Ma in un mondo alla rovescia inondato da anni di liquidità, con abbondanza di titoli obbligazionari investment grade che offrono rendimenti negativi a chi ci mette i risparmi, la parola d’ordine sui mercati è Tina, ossia «There is no alternative» (Non c’è alternativa), come spiega qui sotto Vafa Ahmadi, Head of Global Thematic Equities di Crp Am (Amundi). D’altronde gli investitori si trovano messi all’angolo. Le banche centrali fanno loro concorrenza nell’acquisto dei bond ad alto rating, facendo precipitare i rendimenti, costringendoli a guardare alla parte più rischiosa dei mercati obbligazionari per avere un ritorno positivo. Come quella dell’high yield. Ma con il rischio di trovarsi i titoli di una società zombie in portafoglio. Così vengono infatti definite, in gergo finanziario, quelle aziende che avrebbero fatto default in tempi normali di politica monetaria, ma restano in piedi grazie alla generosità delle banche centrali. La caccia al rendimento ad ogni costo comporta quindi molti rischi. Come ha ricordato anche di recente il Fondo monetario internazionale.
Nei giorni che hanno preceduto l’assemblea di lunedì 28 nella city milanese si è rincorsa una girandola di ipotesi sul futuro di Mediobanca . Tutte plausibili. Nessuna certa. Perché se Leonardo  Del Vecchio e il suo fidato Francesco Milleri sono stati molto attenti a far trapelare pochissimo sulle mosse di Delfin, molti potenziali attori della partita si sono abilmente tenuti in disparte. A partire da Jean Pierre Mustier che, secondo i collaboratori, sarebbe intensamente concentrato sul nuovo piano industriale e sulle ultime operazioni di de-risking. L’attesa insomma è tanta, ma qualcuno scommette che l’assemblea potrebbe riservare poche sorprese. Non solo perché Delfin non ha presentato alcuna integrazione all’ordine del giorno, ma anche perché l’8% rastrellato da Natixis e depositato in vista dell’assise non è sufficiente a spostare gli equilibri nella compagine azionaria. I soci storici, da Ennio Doris e Vincent Bolloré, sono ancora schierati al fianco del top management di Mediobanca  mentre gli investitori istituzionali, a partire da BlackRock, non hanno nulla da rimproverare alla strategia. Una fiducia ben sintetizzata dal Financial Times che, nel giorno dei risultati trimestrali, ha definito Piazzetta Cuccia uno «spettacolo milanese». Muoversi ora, insomma, sarebbe prematuro.

Test riuscito per il taxi elettrico volante della società Volocopter a Singapore dove per la prima volta il maxi drone per il trasporto persone si è alzato in volo tra i grattacieli della città-Stato. Un volo di una decina di minuti. Il velivolo è un taxi drone a propulsione elettrica, sostenuto da 18 eliche, capace di trasportare due persone e i loro bagagli per 35 chilometri a una velocità di 110 chilometri orari. Per questo test a Marina Bay un pilota era ai comandi, ma l’ambizione della tedesca Volocopter, piccolo produttore (150 dipendenti) specializzato nella progettazione di elicotteri elettrici multirotore ad uso taxi, è il volo autonomo o telecomandato. Singapore, hub commerciale del Sudest asiatico potrebbe essere il primo sito ad ospitare i voli commerciali del taxi volante di Volocopter.
Abbracciare il cambiamento: è il filo conduttore di un’intera giornata dedicata ai temi dell’innovazione organizzata da Credem ieri a Reggio Emilia. Questa iniziativa si inserisce nell’ambito di una serie di attività che, grazie alla recente costituzione dell’Innovation Unit guidata da Piergiorgio Grossi, permetteranno all’istituto di confrontarsi con realtà di mercato evolute, favorendo la sempre maggiore diffusione di una cultura dell’innovazione in tutti gli ambiti aziendali.
Il Garante della privacy passa al setaccio il periodo di conservazione dei dati e la regolarità di consensi e informative. È uno dei due filoni del piano ispettivo per il secondo semestre 2019 dell’autorità presieduta da Antonello Soro, di cui dà conto la deliberazione n. 166 del 12 settembre 2019. L’altro filone è quello degli accertamenti di carattere generali su ambiti specifici, tra i quali spiccano i trattamenti collegati alla fatturazione elettronica e i dati trasmessi dalle banche all’anagrafe dei conti tenuta dal Fisco. In totale sono programmate fino alla fine del 2019 cento ispezioni. Vanno oltre il numero programmato le ispezioni attività su segnalazioni e reclami e anche altre promosse d’ufficio dallo stesso Garante. Ma vediamo di approfondire i contenuti del piano ispettivo, che può preludere alla applicazione di sanzioni amministrative pesantissime (fino a 20 milioni di euro).
La vedova ha diritto alla pensione indiretta anche se l’avvocato è stato iscritto alla Cassa forense per dieci anni non consecutivi. E ciò perché la prestazione ha natura solidaristica e la legge 576/80 pone tre requisiti: almeno dieci anni di contributi, iscrizione all’ente previdenziale prima dei quarant’anni di età e con carattere di continuità. Ma quest’ultimo non si riferisce all’iscrizione e dunque il decennio di versamenti è sufficiente per il trattamento anche se non risulta ininterrotto. È quanto emerge dalla sentenza 27392/19, pubblicata il 25 ottobre dalla sezione lavoro della Cassazione.
Sotto il minimo. È accolto contro le conclusioni del sostituto pg il ricorso del coniuge superstite contro la sentenza che ha negato il trattamento riformando la sentenza di primo grado.
«Credo che le tecnologie e l’apporto del fintech rappresentino non solo una sfida per le banche tradizionali ma soprattutto un’opportunità. Contribuiscono a determinare nuovi paradigmi sui quali, se si hanno le capacità e le risorse di investire, si possono disegnare nuovi modelli di business sostenibili»: lo ha detto Mauro Micillo, responsabile della divisione Corporate investment banking di Intesa Sanpaolo, al Forum economico eurasiatico di Verona. «In arco di piano realizzeremo 2,8 miliardi di investimenti in tecnologia, mentre le persone su cui dobbiamo lavorare per aumentare le loro conoscenze sono circa 6 mila», ha precisato Micillo. «È una sfida imponente, che noi in Intesa abbiamo approcciato seguendo quattro direttrici: evoluzione del core business, con l’intelligenza artificiale che ci aiuta a migliorare ciò che già facciamo; lo sviluppo di nuovi business; efficienza dei costi; investimenti nel capitale delle fintech».

  • Terremoto, tre anni dopo agricoltura in agonia
«Dopo l’albergo di Rigopiano, che è stato travolto della valanga, la mia impresa è la realtà economica più importante del paese». Il paese è Farindola, tra i monti della Laga, in provincia di Pescara. E l’azienda agricola è quella di Pietropaolo Martinelli: 2.300 metri quadrati di stalle la metà dei quali sono venuti giù col terremoto. «Sotto le macerie trovai 450 tra pecore e agnelli», ricorda. Da allora, questo allevatore abruzzese si è rimboccato le maniche e ha rimesso in piedi la sua azienda, dove ancora si fa il famoso pecorino di Farindola che è presidio Slow Food: «Ne produco il 25% in meno, però, perché ricorrendo soltanto ai miei soldi ho messo a posto le stalle e il tetto, ma di pecore sono riuscito a rimpiazzarne solo la metà. Se non si sbloccano i fondi del terremoto, non so se ce la faccio. Qui lavoriamo in 14, e finora non ho lasciato a casa nessuno». E Pietropaolo Martinelli non è solo in attesa dei fondi per la ricostruzione definitiva: a non essergli mai arrivati, a quasi tre anni di distanza dal sisma, sono ancora quelli per la ricostruzione provvisoria. Quelli per il primo soccorso.

  • Recepimento Idd, si complica la vita per gli intermediari
A pochi giorni dal termine della consultazione sulle bozze di regolamentio Ivass e Consob, relative al recepimento della direttiva europea in materia di distribuzione assicurativa (Idd), entra nel vivo il dibattito. Le principali questioni calde, sono state anche oggetto, lo scorso 23 ottobre, di un nuovo confronto tra le Authority e le associazioni di categoria (tra cui Abi, Ania, Anasf e Assoreti) a circa una settimana della chiusura della consultazione prevista per il 31 ottobre. L’iter è stato avviato lo scorso 23 settembre, quando Consob e Ivass hanno reso disponibili le bozze del Regolamento Intermediari Consob (riscrittura integrale del libro nono ) e le proposte di modifica ai Regolamenti 38, 40 e 41/2018 nonchè l’adozione del nuovo Regolamento in tema di governo e controllo dei prodotti assicurativi (Pog). Insomma c’è molta carne al fuoco e, vista la complessità della materia, non è da escludere una proroga della scadenza della consultazione (richiesta per esempio dagli intermediari assicurativi).
  • Dubbi delle reti sulla consulenza gratis
Luca Zitiello (Avvocato): La legge di recepimento italiana, che ha modificato il codice della assicurazioni, è andata oltre il dettato della Idd e, in modo isolato rispetto ad altri paesi europei, ha previsto che quando la consulenza è obbligatoria od è svolta su iniziativa del distributore non deve gravare economicamente sui clienti. Questa norma, che sembra vietare forme di remunerazione della consulenza in ragione dell’obbligo della sua prestazione nei confronti del cliente finale, è apparsa da subito non ragionevole. I regolamenti delle Authority su questo specifico punto tacciono. È auspicabile che nelle osservazioni nel procedimento di pubblica consultazione si stimolino le Autorità ad intervenire al fine di fornire una interpretazione che preservi la remunerazione del servizio di consulenza prestato.
  • Il Kid cambia su scenari futuri e costi
Le Esas (le autorità europee del settore finanziario) lanciano una consultazione pubblica sui correttivi al Kid (key informations document) dei Priips, sia dal punto di vista degli scenari di probabilità per i rendimenti futuri che per i costi. E inoltre viene affrontata la questione dell’utilizzo di questo strumento da parte dei prodotti Ucits (che per ora utilizzano ancora la versione precedente del Kid, che si chiama Kiid). Peraltro la consultazione ha un tempo ampio, visto che sarà possibile inviare le risposte fino al 13 gennaio del 2020. Per quanto riguarda gli scenari di probabilità, circa la metodologia che attualmente il Kid adotta è stato da più parti segnalato che ha il grande difetto di essere pro-ciclica, ovvero di essere eccessivamente condizionata dalle performance passate, per cui alla fine di un periodo di performance positive (come avvenuto lo scorso anno) le proiezioni del Kid rischiano di essere fuorvianti perché troppo “generose”.