Poste Italiane vara un piano per i piccoli comuni

di Anna Messia

Poste Italiane spinge sui servizi dedicati ai comuni con meno di 5 mila abitanti e nel nuovo contratto di programma 2020-2024 si impegna a lavorare con la pubblica amministrazione per fornire ai cittadini pratiche amministrative come carte d’identità o passaporti e favorire la digitalizzazione del Paese. Sul primo punto ieri il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha riunito a Roma i sindaci dei piccoli Comuni d’Italia, alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di ministri e istituzioni, e ha annunciato l’introduzione di nuovi servizi dedicati alle realtà locali con meno di 5.000 abitanti rinnovando l’impegno a distanza di un anno dal primo incontro. Del Fante ha illustrato gli obiettivi del nuovo piano per i piccoli comuni, che comprende: l’avvio di programmi di educazione finanziaria e digitale; pos gratuiti ai comuni per i servizi di pagamento digitale; l’uso di mezzi green per il recapito della posta ma anche l’installazione di locker nei Comuni privi di ufficio postale, per semplificare le operazioni di consegna dei pacchi e il pagamento dei bollettini. Novità contenute nel nuovo contratto di programma 2020-2024 pre-notificato alla Commissione europea e ora al voto delle commissioni parlamentari. Lo stesso documento che apre ai servizi al cittadino, alle imprese e alla pubblica amministrazione, promuovendo l’evoluzione tecnologica. Nel documento consultato da MF-Milano Finanza si legge che Poste Italiane «si impegna alla gestione fisico-digitale delle istanze amministrative presentate dai cittadini, assicurandone l’accettazione in formato cartaceo presso di uffici postali ovvero al domicilio degli stessi tramite la rete dei portalettere, ai fini della successiva trasmissione in modalità digitale». Non solo. Poste Italiane si impegna a consegnare «documenti rilasciati dalla pubblica amministrazione per finalità amministrative o di pubblica sicurezza, come carte d’identità, patenti, passaporti o certificati elettorali». Facendo leva sulla rete dei portalettere e degli uffici postali il gruppo guidato da Del Fante si propone quindi come partner della pubblica amministrazione, anche nell’e-government o nei servizi di riscossione e pagamento. Ma i compensi di questi servizi resteranno fuori dai 262,4 milioni che il gruppo riceve ogni anno per la fornitura del servizio postale universale. Bisognerà invece firmare apposite convenzioni con le pubbliche amministrazioni interessate. Intanto ieri Del Fante è entrato nel dettaglio dei servizi offerti ai piccoli comuni, ricordando di aver mantenuto la promessa di non chiudere neppure un ufficio postale. Tra le altre cose «nel corso dell’ultimo anno sono stati realizzati 900 incontri con amministratori locali, coordinati dal nuovo ufficio istituito a Roma con il compito di mantenere aperto e costante il dialogo tra Poste e le comunità sul territorio; sono stati installati 614 Atm Postamat; attivati servizi a domicilio e presso esercizi convenzionati nei Comuni privi di ufficio postale; collegati 5.688 spot wi-fi negli uffici postali di 5.051 comuni», ha dichiarato confermato che resta confermato l’obiettivo di pareggio al 2022 del comparto postale. Il nuovo contratto di programma prevede anche che il gruppo postale, entro il primo semestre 2020, formuli all’autorità una proposta di rimodulazione dei criteri di distribuzione delle cassette delle lettere che, tra l’altro, saranno dotate di sensori per la misurazione degli invii. (riproduzione riservata)

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