Dopo Intesa, anche Mps dice no ai tassi negativi

Il Monte dei Paschi di Siena non seguirà il modello di Unicredit sull’applicazione dei tassi di interesse negativi per i correntisti. Ad annunciare la linea di fermezza da parte dell’istituto bancario è stata Stefania Bariatti, presidente del consiglio di amministrazione di Mps, a margine del comitato esecutivo dell’Associazione banche italiane (Abi), della quale è vicepresidente. «Noi non ci abbiamo mai pensato», ha precisato Bariatti, «e anche altre banche hanno detto che non intendono seguire la decisione di Jean-Pierre Mustier». Il ceo di Unicredit la scorsa settimana aveva annunciato la svolta storica di applicare i tassi negativi ai conti correnti con una quantità elevata di denaro, quantificata poi, dopo numerose polemiche, in un milione di euro. In alternativa ai depositi, la banca avrebbe offerto ai suoi correntisti strumenti profittevoli, come gli investimenti in fondi di mercato senza commissioni. Ad opporsi alla linea di piazza Gae Aulenti, prima di Mps, c’è già stato Gian Maria Gros- Pietro, il presidente di Intesa Sanpaolo, che lo scorso martedì ha garantito l’estraneità del suo istituto a questo strumento, pur ricordando che i tassi negativi sono un problema serio che deve essere affrontato a livello sistemico, cambiando le politiche fiscali dei Paesi Ue. Oltre a questo argomento, Bariatti ha affrontato l’altro tema caldo di Mps, quello relativo all’ipotesi di una maxi cessione di npl (crediti deteriorati) alla controllata del ministero del Tesoro Amco (ex Sga). Bariatti ha confermato l’esistenza della trattativa, ricordando però che «l’interlocuzione è tra il Mef e la Commissione europea. Dovete fare questa domanda a loro». Nel piano di ristrutturazione dell’istituto bancario, la cessione di npl sarebbe fondamentale per ripulire il bilancio del Monte dei Paschi. In questo modo, l’intervento pubblico consentirebbe all’istituto di essere molto più appetibile per gli investitori. Il nodo cruciale resta quello del prezzo, che secondo Bruxelles dovrà rispettare necessariamente i criteri della concorrenza. Nel frattempo, Mps sta continuando una strategia di investimento in altri settori: è sempre di ieri la notizia della trasformazione dell’iniziativa Officina Mps in laboratorio permanente che includerà al suo interno tutte le start-up che vorranno contribuire alla crescita della banca in ogni sua forma. A Piazza Affari il titolo Mps ha chiuso la giornata in aumento dell’1,6% a 1,50 euro per azione, seguendo un comparto bancario nel complesso molto positivo. (riproduzione riservata)

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