Inpgi, si allontana lo spettro del commissario

di Luisa Leone

Passa per un emendamento al decreto legge sulle crisi aziendali lo stop al possibile commissariamento dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Il decreto Crescita approvato lo scorso giugno dava tempo infatti fino alla fine di ottobre all’ente per risolvere i suoi problemi, pena il passaggio alla gestione commissariale. Lo stesso provvedimento concedeva invece 12 mesi per le necessarie riforme e sei mesi ulteriori per le verifiche attuariali, portando la scadenza per la messa in sicurezza dell’istituto alla fine del 2020. Ora due identici emendamenti al dl Crisi aziendali in conversione al Senato, a firma rispettivamente di Sergio Puglia (M5s) e Tommaso Nannicini (Pd), allineano le due scadenze, spostando il termine per un eventuale commissariamento a fine 2020. La norma non dovrebbe incontrare troppi ostacoli nell’Aula di Palazzo Madama, dove il decreto è atteso per la prossima settimana (scade il 3 novembre prossimo), anche perché potrebbe contare sull’appoggio della Lega e di Forza Italia e non solo dell’attuale maggioranza di governo.
Nel mentre sarebbero in corso le valutazioni della Ragioneria sulla possibilità di trovare, nelle pieghe della prossima legge di Bilancio, i 160 milioni necessari a equilibrare il passaggio dall’Inps all’Inpgi della categoria professionale dei comunicatori, che, sempre il decreto Crescita, prevede debba diventare operativo dal 2023. Se la copertura fosse trovata con la manovra per il 2020 il passaggio potrebbe essere anticipato già al prossimo anno. (riproduzione riservata)

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