Gli strumenti per sfruttare il Registro Unico degli Intermediari

Il registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi, in breve Rui, è stato istituito dall’Ivass nel 2007 e contiene dati dei soggetti che svolgono l’attività di distribuzione assicurativa e riassicurativa sul territorio italiano. Lo strumento, per quanto utile, è doppiamente limitato. Da un lato, l’interfaccia consente interrogazioni alla banca dati circoscritte a nome, cognome degli agenti e sezione di iscrizione degli intermediari. Dall’altro, lo strumento fornisce informazioni aggregate, utili sul lungo periodo, ma non è in grado di dare conto dei movimenti costanti nel registro. «Con gli strumenti adatti invece è possibile scendere nel dettaglio e avere dati continuamente aggiornati», ha spiegato Giuseppe Gulino, ceo di Plurisoft e presidente di Share, intervenendo alla prima edizione di Milano Festival delle Assicurazioni, organizzato da Class Editori e da Assinews. Con un’analisi più approfondita è per esempio possibile scorgere l’arrembaggio delle banche e intermediari finanziari al settore assicurativo. Nella Sezione del Rui, dove sono iscritti banche, intermediari finanziari, Sim e Poste Italiane, sono iscritte 455 società. Dal 1° gennaio 2019 si sono iscritti nella Sezione D 11 nuovi soggetti, di cui 6 sono già operativi e hanno iscritto collaboratori nella Sezione E: benché iscritta da febbraio 2019, per esempio, Volkswagen Financial Services ha già 3.282 collaboratori, mentre Fca Bank ne ha 4.988. Quanto alle banche, Santander Consumer Bank vanta 7.368 collaboratori e Deutsche Bank ha 6.154 collaboratori iscritti. «Questi soggetti si stanno organizzando per diventare il futuro della distribuzione dei prodotti assicurativi», ha detto Gulino. Dalle analisi di Plurisoft emerge poi che anche le compagnie native digitali non possono fare a meno di una capillare rete fisica. Nella Sezione B, relativa ai broker di assicurazioni, al 14 ottobre erano 5.673 le persone iscritte. Fra questi soggetti figura Facile.it che ha 1.832 iscritti in Sezione E. «Ciò significa», valuta Gulino, «che pur promuovendo online, il portale si avvale di un gran numero di soggetti presenti sul territorio». Con il tool Ruisearch, inoltre, è possibile monitorare la propria rete e ridurre i rischi di non compliance, soprattutto per quanto riguarda i soggetti inoperativi. Per esempio, nella Sezione A del Rui sono iscritti i soggetti che rappresentano una o più compagnie di assicurazione, gli agenti. Nel registro ci sono ben 1.593 soggetti posti in stato inoperativo od operativo ma senza mandato. Di questi 1.182 sono persone fisiche, 321 persone giuridiche e 90 sono presumibilmente errori o disallineamenti. «A volte sono soggetti appena iscritti ed è fisiologico», osserva Gulino, «ci sono però alcuni soggetti iscritti al Rui nel 2007 che non hanno mai avuto mandati e che ciononostante sono ancora iscritti nel registro; addirittura alcuni soggetti inoperativi dispongono di una rete di vendita». (riproduzione riservata)

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