Giornata dell’educazione assicurativa: la sottoassicurazione si combatte con la cultura

Si è svolta a Roma la Giornata dell’educazione assicurativa. Un momento di confronto sulle specificità del mercato italiano e sulle iniziative in cantiere nel nostro Paese.

In apertura, il presidente dell’Ivass Fabio Panetta ha ricordato come sia progressivamente aumentata l’esigenza di “compiere scelte oculate di risparmio, di protezione, di previdenza. E’ anche cresciuta la complessità delle scelte, in un contesto che vede i cittadini di fronte a bisogni crescenti di copertura dei rischi, a un’offerta variegata di prodotti, a forme di distribuzione in continua evoluzione, anche per effetto delle nuove tecnologie. Scelte non accurate per insufficiente consapevolezza ovvero, in alcuni casi, per effetto di false informazioni e, in altri casi, di vere e proprie truffe possono determinare risultati gravemente dannosi”.

Secondo Panetta “c’è un bisogno crescente di copertura dei rischi da parte dei cittadini e gli operatori del settore assicurativo vanno sensibilizzati verso la formazione”. Del resto, il tema della scarsa conoscenza delle assicurazioni viene ripreso anche da Annamaria Lusardi, Direttore del Comitato Edufin, che nell’ambito del mese dell’educazione finanziaria, dedica alcune iniziative all’educazione assicurativa.

Panetta ha aggiunto che “l’Ivass è consapevole delle possibilità che gli strumenti assicurativi offrono ai risparmiatori per avere una vita più tranquilla, più serena. Stiamo quindi cercando di guidare i risparmiatori e i consumatori in un meandro di scelte che possono essere complicate, perché in Italia uno dei fattori principali, che contribuisce alla scarso livello di partecipazione al mercato assicurativo è la scarsa conoscenza di prodotti che per loro natura non sono semplici”.

Dario Focarelli, direttore generale di Ania, ha detto che “a parità di titolo di studio persone che conoscono meglio l’assicurazione hanno più fiducia nel mercato e questo motiva lo sforzo del settore per cercare di avere persone sempre più consapevoli e informate. Il percorso è certamente lungo e gli obiettivi da raggiungere sono ambiziosi, ma una maggiore conoscenza finanziaria e assicurativa è un asset indispensabile per un Paese che voglia crescere in modo stabile e sostenibile, garanzia di benessere per le future generazioni”.

La formazione e, più in generale, la diffusione della cultura assicurativa, è uno dei refrain maggiormente ascoltati nel mondo delle polizze. Come detto e ripetuto più o meno da tutti i partecipanti, la cultura assicurativa, insieme alla qualità e alla trasparenza dei prodotti assicurativi, ma anche alla correttezza dei comportamenti degli operatori, rappresenta il pilastro fondamentale per aumentare la fiducia nei consumatori e incentivarne scelte razionali.

In tema di divulgazione Dario Focarelli ha ricordato l’attività svolta dal Forum Ania-Consumatori che negli ultimi anni ha coinvolto 130mila studenti, aggiungendo che “un basso grado di financial education si riflette sul livello di consapevolezza dei rischi cui le persone sono esposte e sulla loro propensione ad usare gli strumenti finanziari e assicurativi”. Il tema dell’alfabetizzazione finanziaria va trattato con cura, visto che la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è pari a 4.200 miliardi e che il 20% dei risparmiatori afferma di non avere familiarità con i prodotti finanziari. “L’alfabetizzazione finanziaria è diventata sempre più importante soprattutto alla luce degli enormi mutamenti, economici, sociali, demografici e tecnologici, che stanno avvenendo in tutto il mondo e che hanno profonde ripercussioni sulle piccole e grandi decisioni che ciascuno di noi è chiamato a compiere nel corso della vita”, ha aggiunto il direttore generale di Ania.

Infine, Focarelli ha evidenziato l’evidente gap di copertura che separa l’Italia dai principali paesi europei: l’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul Pil è in Italia pari all’1%, a fronte di una media europea del 2,6%. Sicuramente, alle imprese non piace l’idea di essere identificati come i responsabili della scarsa attività di formazione e Nicola Fioravanti, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Vita, ha spiegato come “il nostro modello di bancassicurazione ci consenta di conoscere bene il cliente e consigliarlo nella fase di scelta del prodotto più adatto al proprio profilo”.

“La nostra missione è promuovere e coordinare eventi per innalzare la conoscenza finanziaria e assicurativa dei cittadini per far sì che tutti possano fare scelte coerenti con le loro condizioni”, ha detto Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.
Lusardi ha sottolineato come l’Italia sia “il fanalino di coda” per la conoscenza finanziaria, anche tra i Paesi G7, anche se “c’è anche qualche buona notizia. I dati Ocse del 2015 ci dicono che la conoscenza è migliorata tra i giovani”.
Per avvicinare i giovani all’educazione finanziaria si lanceranno delle App e si cercherà “di rendere più divertente e interessante il sito. Abbiamo appena preso dei fondi Ue”, ha spiegato Lusardi.

Giornata dell’educazione assicurativa