Gavio cresce in Mediobanca

Aurelia ha acquistato circa 350mila azioni e portato la sua quota allo 0,7%
Intanto Del Vecchio alza il tiro sui vertici di Piazzetta Cuccia: mi aspetto un cambio di strategia industriale
di Manuel Follis e Luca Gualtieri

La famiglia Gavio cresce in Mediobanca e Del Vecchio alza il tiro sul vertice dell’istituto. A tre settimane dal blitz, Leonardo Del Vecchio ha infatti rotto il silenzio per mettere nel mirino il vertice di Mediobanca . «Mi aspetto un nuovo piano industriale che non basi i risultati di Mediobanca solo su Generali e Compass, ma progetti un futuro da banca di investimenti», ha dichiarato a Radiocor il presidente esecutivo di EssilorLuxottica che detiene ufficialmente il 6,94% della merchant milanese, anche se fonti di mercato lo accreditano vicino al 10%. L’istituto, ha incalzato Del Vecchio, «deve sommare agli utili oggi generati da Compass e Generali altre fonti di reddito per soddisfare tutti gli azionisti». Parole che cominciano ad alzare il velo sulle intenzioni dell’imprenditore e, implicitamente, mettono nel mirino l’attuale gruppo dirigente a partire dal presidente Renato Pagliaro e dal ceo Alberto Nagel.
Una provocazione? Si vedrà, ma vero è che l’obiettivo di Nagel in questi anni è stato proprio diversificare le fonti di ricavo per ridurre quella concentrazione sull’investment banking a cui Del Vecchio sembra intenzionato a tornare. Difficile dire come il mercato accoglierà queste richieste visto che oggi la diversificazione è la strategia seguita dalla maggior parte delle merchant internazionali e, nel caso specifico di Mediobanca , è fruttata agli azionisti un ritorno del 77%. La prossima tappa del confronto sarà l’assemblea che il prossimo 28 ottobre dovrà approvare i risultati di Mediobanca . Per depositare le azioni ci sarà tempo fino al 23 anche se, in linea teorica, un socio potrebbe presentarsi direttamente con il proprio pacchetto nel giorno dell’assise. Una prassi di fatto seguita da pochi investitori, ma che consentirebbe a Del Vecchio di tenere sino all’ultimo sulle spine il management. Di certo, è molto improbabile che in quell’occasione il numero uno di EssilorLuxottica si presenti con una quota superiore al 10%. Per varcare quella soglia infatti servirebbe l’autorizzazione di Bankitalia e Bce e l’istruttoria potrebbe richiedere tempi lunghi, probabilmente un paio di mesi. Non è nemmeno scontato che la luce verde arrivi perché, come previsto dalla direttiva CRD4, il richiedente dovrà produrre una copiosa documentazione e dimostrare, tra l’altro, di avere un riconosciuto track record nel settore dei servizi finanziari. Insomma, non una passeggiata e le incognite non finiscono qui.
Sarà ad esempio interessante capire come si muoveranno gli altri grandi azionisti a partire da Unicredit e Vincent Bolloré che, con in mano quasi il 17% del capitale, ancora non hanno scoperto le carte. La tensione insomma rimane alta e non solo all’interno di Mediobanca . Al punto che diversi soci storici avrebbero iniziato ad arrotondare le proprie quote, comunicando l’apporto di nuove azioni all’accordo di consultazione. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza la Aurelia dei Gavio avrebbe infatti incrementato la propria quota di circa 350.000 azioni. La partecipazione della famiglia di Tortona resta quindi minima e dovrebbe passare dal precedente 0,66% allo 0,7% circa. Apparentemente si tratta di un’operazione parallela ai movimenti e alle dinamiche all’interno di Piazzetta Cuccia, ma molti invece hanno letto la crescita nell’azionariato (soprattutto visto il timing) come un posizionamento in vista di una conta dei voti. Dal canto suo intanto Intesa Sanpaolo «rimane concentrata sullo sviluppo del proprio business assicurativo», ha invece puntualizzato ieri il ceo della Ca’ de Sass Carlo Messina a margine di un evento». (riproduzione riservata)

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