Il futuro di Mediobanca e l’anomalia italiana

Così, la questione che sembra interessare i media è quale sarà il rapporto di Del Vecchio con l’amministratore delegato Nagel. il campo si è subito diviso fra guelfi e ghibellini. Secondo alcuni, un imprenditore che ha creato dal nulla una multinazionale di successo come Luxottica, non può che creare valore più di quanto sappia fare Nagel. Altri sottolineano come dall’arrivo di Nagel al vertice (2008) il titolo Mediobanca abbia fatto nettamente meglio dell’indice europeo dei finanziari, della partecipata Generali e del suo azionista Unicredit, traghettando con successo la banca attraverso la crisi finanziarla e del debito pubblico. Meglio ancora se il confronto viene fatto dai luglio 2013, quando è stato presentato il primo dei due piani triennali. Niente. Invece, su cosa Del Vecchio abbia in mente di fare in qualità di azionista ”attivo”. Un’ipotesi è la scissione di Generali da Mediobanca attraverso la distribuzione al soci della banca delle azioni della partecipata.


Fonte:aflogo_mini