Fintech, in arrivo un’ondata di m&a

di Ester Corvi

«L’inarrestabile crescita dei pagamenti digitali, guidata dal ritmo frenetico dell’innovazione finanziaria, sta portando a un’ondata di consolidamento tra gli innovatori», dice Guy de Blonay, gestore del fondo Jupiter Financial Innovation. La tradizionale relazione tra consumatori e provider di servizi finanziari è stata alterata radicalmente dalle tecnologie digitali e dai relativi servizi, che stanno ridefinendo il settore e il ruolo dei player principali. Gli attori affermati, come le banche e le compagnie assicurative, devono investire massicciamente, adottare o sviluppare nuove tecnologie per rimanere competitivi e tenere il passo con gli innovatori che sono entrati nel mercato. Nello stesso tempo, sia gli uni che gli altri stanno cercando di raggiungere la dimensione più adeguata per costruire ecosistemi digitali, con l’obiettivo di migliorare la redditività. Queste pressioni combinate tra di loro stanno innescando varie operazioni di m&a. Per esempio, le società di data service come Fidelity national information services (Fnis), possono trarre vantaggio nel creare una propria offerta nell’ambito dei pagamenti. E a questo proposito, Fnis ha acquisito una delle principali piattaforme di pagamento degli Stati Uniti, la Worldpay, con un’operazione da 43 miliardi di dollari, finora la maggiore del settore. Fiserv, azienda fintech con sede nel Wisconsin, ha invece acquisito First Data, società di servizi finanziari di Atlanta, (Georgia), con un accordo da 39 miliardi di dollari. «Ciò ha generato per entrambe le aziende molte sinergie che, a mio avviso, non sono state pienamente riconosciute dal mercato» commenta il money manager di Jupiter. Sempre nel settore fintech, l’azienda statunitense di Crm SalesForce ha acquisito Tableau Software, con un’operazione da 15 miliardi di dollari, che ha l’obiettivo di sviluppare le capacità di analisi dei dati di SalesForce. In Canada, invece, la società di tecnologia dei pagamenti Nuvei ha completato il mese scorso l’acquisizione dell’israeliana SafeCharge. L’operazione crea sinergie per entrambe le parti, combinando la tecnologia di pagamento leader di mercato di SafeCharge e i collegamenti di Nuvei a realtà come Visa e Mastercard in tutto il Nord America. Passando all’Unione europea, il processo di consolidamento è in ritardo rispetto agli Usa, ma non mancano realtà interessanti, come la francese Worldline, che elabora 3,4 miliardi di transazioni con carta all’anno, posizionandosi al di sopra dei concorrenti europei. «In totale otto delle società di cui deteniamo azioni nel nostro fondo sono state coinvolte in qualche tipo di fusione o acquisizione nel 2019. E in ogni caso credo che questo trend continuerà», conclude de Blonay. (riproduzione riservata)

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