Defiscalizzare la r.c. auto: come e perché

IVASS ha pubblicato il Quaderno nr 14, a cura di Riccardo Cesari e Antonio R. De Pascalis, che analizza le componenti fiscali e parafiscali presenti nell’assicurazione della r.c. auto ed esamina il loro trasferimento, a parità di gettito, dal premio di polizza al consumo di carburante.

Tale passaggio presenta numerosi vantaggi:
1) il premio medio verrebbe ridotto del -18% circa, contro un aumento del prezzo della benzina di circa il 4.5% e un effetto netto pressoché nullo sul livello generale dei prezzi;
2) l’imposta non sarebbe più proporzionale al livello del premio e delle sue determinanti ma al consumo di carburante e all’utilizzo di strade e infrastrutture per la circolazione;
3) le aree provinciali ad alto premio ma basso consumo di carburante, presenti soprattutto al Sud, beneficerebbero non solo di un minor prezzo dell’r.c. auto ma anche di un minor carico fiscale; viceversa per le aree a basso premio e alto consumo;
4) l’imposta graverebbe anche sugli evasori assicurativi e sui veicoli che pur presenti stabilmente in Italia risultano immatricolati (e quindi assicurati) all’estero, in violazione delle norme vigenti, con conseguente sgravio sugli altri automobilisti;
5) la defiscalizzazione del premio renderebbe concretamente esercitabile il diritto di recesso nei contratti r.c. auto stipulati “a distanza”;
6) la nuova imposta avrebbe le caratteristiche di una carbon tax, con incentivi alla riduzione delle emissioni di CO2  e all’uso delle energie rinnovabili.

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