Cassa mutua per i professionisti

Assistenza sanitaria unificata per tutte le categorie

Avvocatura, il ritorno delle tariffe potrebbe essere dietro l’angolo. Così come imminente potrebbe essere la nascita di una Cassa mutua unica per tutte le libere professioni. Sono due delle novità che sono emerse ieri, a Roma, nel corso della presentazione del IV Rapporto Censis sull’avvocatura italiana 2019, organizzato dalla Cassa forense.

Il ministro della giustizia Adriano Bonafede, che non è potuto intervenire di persona ma ha voluto comunque essere presente attraverso un messaggio, ha messo in evidenza come «la progressiva riduzione della capacità reddituale degli avvocati» che emerge dal rapporto «impone un deciso cambio di passo per ridare dignità alla categoria», e va affrontata su più fronti: su quello dell’accesso alla professione, innanzitutto, ma anche, e soprattutto, prevedendo «misure che restituiscano agli avvocati la garanzia di un riconoscimento economico commisurato e proporzionato alla complessità e alla assoluta rilevanza della loro professione».

Il ministro non l’ha volute chiamare espressamente tariffe, però ha ricordato il protocollo, siglato lo scorso 2 luglio, con il Cnf, che ha istituito il «Nucleo centrale di monitoraggio sull’equo compenso», «una vera e propria cabina di regia cui è affidato il compito di vigilare costantemente sull’esatta e rigorosa osservanza della disciplina dell’equo compenso». A oggi sono stati attivati 65 nuclei di monitoraggio sul territorio che devono segnalare gli «abusi che i contraenti c.d. «forti» realizzano a danno dei liberi professionisti», ha scritto Bonafede.

Il rapporto Censis presentato dalla Cassa forense, evidenza una leggerissima ripresa dei redditi degli avvocati, anche se la professione sta rallentando la crescita, nel senso che c’è sempre meno gente che si iscrive a giurisprudenza (-11 mila persone in dieci anni). «Dal 2000 in poi il numero degli iscritti agli albi forensi è sempre aumentato, ma con tassi d’incremento sempre più contenuti», si legge nel rapporto. «Se nel 2000 la variazione degli iscritti rispetto all’anno precedente era stata pari all’8,7%, la crescita tra il 2017 e il 2018 è stata solo dello 0,3%. E il reddito medio degli avvocati, dopo le variazioni negative soprattutto negli anni 2010-2014, è aumentato dello 0,5% tra il 2016 e il 2017. Quasi il 30% degli avvocati ha dichiarato un fatturato in crescita nel 2018 rispetto all’anno precedente. Per il 34,8% è rimasto invariato, mentre il 35,6% ha subito un ridimensionamento».

Per far fronte ai nuovi bisogni di assistenza della categoria, il presidente dell’istituto di previdenza dell’avvocatura, Nunzio Luciano, ha annunciato come prossima la realizzazione di un progetto di assistenza sanitaria unificata, su cui stanno lavorando l’Adepp, di cui Luciano è vicepresidente, e Cassa forense, e che prenderà forma partendo dall’attuale fondo sanità per professionisti dell’Enpam. «Laddove lo Stato fa un passo indietro, è giusto che si facciano avanti i corpi intermedi, come le professioni», ha detto Luciano, anticipando anche che nella capitale, il 27 e 28 marzo del 2020 si svolgeranno gli Stati generali delle libere professioni.

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