Boeing sapeva ma ha nascosto

I difetti catastrofici del 737 max
di Ettore Bianchi

Non si sa ancora quando il Boeing 737 Max potrà riprendere i voli
Il costruttore americano di aeromobili Boeing è sospettato di aver nascosto documenti importanti circa i difetti del 737 Max che si sono schiantati al suolo (in Indonesia, ad ottobre 2018 e in Etiopia a marzo 2019) causando 346 morti. E’ l’accusa che è arrivata dall’Autorità regolatrice americana per il trasporto aereo che ha pubblicato le conversazioni tra il responsabile dei piloti del costruttore Usa, Mark Forkner, e uno dei suoi colleghi, Patrick Gustavsson, durante la procedura di certificazione del Boeing 737 Max nel 2016. In questa occasione si ammette che c’era qualcosa di non corrispondente nel sistema antistallo Mcas, la cui deficienza si è rivelata responsabile delle due tragedie aeree. Successivamente, Forkner avrebbe chiesto all’Agenzia federale americana dell’aviazione (Faa) di non fare menzione del Mcas nel manuale di volo. E la Faa, convinta che il dispositivo informatico non era pericoloso, ha dato il via libera. In sostanza, Boeing avrebbe privilegiato la propria redditività rispetto alla sicurezza. Negligenza o dolo? E’ ancora da verificare. Intanto, questa notizia ha provocato un nuovo choc perchè si comprende che Boeing era consapevole della situazione da prima di febbraio. L’autorità regolatoria ha chiesto una spiegazione immediata e a Wall Street è stato il panico con il titolo in caduta del 6,8%, a 344 dollari (309 euro).
A questo punto una ripresa dei voli del 737 Max nel 2019 appare sempre più incerta.
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