Il big data aiuta la polizza ad hoc

di Giulio Zangrandi

Nell’era della digitalizzazione, la soluzione per le assicurazioni che intendono profilare in maniera più precisa i propri clienti e offrire prodotti su misura si chiama machine learning. È questa la principale evidenza emersa dal panel Il Machine Learning per la profilazione dell’utente, tenutosi venerdì 18 ottobre nell’ambito dell’evento Milano Festival delle Assicurazioni organizzato da Class Editori e Assinews.
Come spiegato da Niccolò Annino, ingegnere ricercatore Assinews esperto in automazione e sistemi di sicurezza, questa tecnologia consiste in un «insieme di algoritmi che consentono alle macchine di apprendere relazioni sui dati per produrre un output coerenti» e grazie a queste proprietà consentirà alle compagnie di definire in maniera molto più dettagliata le caratteristiche degli acquirenti potenziali delle loro polizze, «dall’estrazione sociale alla firma lessicale, dalla disponibilità economica ai trend spicologici finanche ad eventuali tendenze psicotiche», con conseguenti benefici a livello commerciale e di risk management. Gli ha fatto eco anche Marianna Leoni, managing director nonché lead of Accenture risk analytics center of excellence presso Accenture, che ha precisato come per le aziende del settore insurance l’utilizzo del machine learning possa «favorire il monitoraggio del credito, aiutare la valutazione del fornitore in fase di due diligence, permettere una migliore prevenzione delle frodi sui sinistri nonchè sostenere la promozione e l’offerta di prodotti dedicati». Nel complesso, ha però voluto sottolineare la manager, il nostro Paese resta ancora indietro sul fronte dei big data perchè «nel nostro mercato assicurativo si usa solo il 10% delle informazioni a disposizione, con fattori come dati spesso non strutturi e disorganizzati a frenare la corsa».
È dello stesso avviso anche Annino, che ha spiegato come si tratti «di un campo in cui, anche secondo le ultime statistiche dell’Ocse, l’Italia si trova a rincorrere», soprattutto con riferimento a Paesi quali Usa e Cina, «che nei prossimi anni si contenderanno il mercato». (riproduzione riservata)
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