Axa ora investe in diagnostica

La compagnia scommetterà sui servizi sanitari tramite una rete in co-branding
Parla l’ad Cohen. L’alleanza con Mps non si tocca. E ci sono 150 milioni già destinati alle nuove tecnologie
di Anna Messia

L’obiettivo è crescere nel settore salute e per farlo il gruppo Axa Italia è pronto ad entrare nel business della diagnostica con un’integrazione verticale tra assicurazione e sanità. «Siamo pronti ad investire in una società di diagnostica per creare centri in cobranding e offrire servizi per diventare partner dei clienti e non più solo pagatori di sinistri», dice a MF-Milano Finanza il ceo di Axa Italia, Patrick Cohen, che dopo aver inglobato nel perimetro italiano la compagnia diretta, Quixa, è pronto a spingere sulle nuove tecnologie, «mantenendo però il ruolo centrale degli agenti», puntualizza. «La nostra performance è trainata da una cultura rinnovata centrata sul cliente e sul coinvolgimento di tutti», spiega, «mentre per quanto riguarda l’accordo con Mps siamo davanti ad una storia di successo».
Domanda. Unipol ha comprato una società di noleggio a lungo termine, voi investite in diagnostica. Gli assicuratori cambiano mestiere?
Risposta. L’obiettivo è affiancare l’assicurato con servizi che migliorino la sua esperienza di cliente. A luglio abbiamo avviato un joint venture con My Assistance, leader nella gestione dei sinistri e nel welfare sanitario. Puntiamo molto sul settore sanità alla luce dei trend demografici che denotano un invecchiamento della popolazione in Europa, con i sistemi sanitari che fanno fatica a far fronte al boom della domanda. Abbiamo già individuato una società di diagnostica del Nord Italia su cui investire. Ma è solo il primo passo.
D. A che numeri puntate nella sanità?
R. In questi giorni stiamo scrivendo gli obiettivi per il 2023 ma è già chiaro che spingeremo sul focus dei servizi oltre l’assicurazione e in particolare nelle polizze sanitarie con pieno allineamento di interessi nella prevenzione dei clienti. Già nei primi sei mesi del 2019, chiusi con un risultato operativo in crescita del 17%, a 147 milioni e con premi di 3,6 miliardi il settore salute ha registrato una crescita della raccolta del 31%, sfiorando i 50 milioni. Gli obiettivi sono ambiziosi e coinvolgono tutti i nostri canali, agenti e sportelli. Con Mps abbiamo lanciato in esclusiva la telemedicina.
D. A proposito di Mps , entro l’anno prossimo il Tesoro venderà poco meno del 70%, cercando un compratore. Ci saranno ricadute sul vostro business?
R. Il nostro accordo è stato rinnovato e scadrà solo nel 2027. La joint venture è una storia di successo. La crescita è proseguita nei momenti più turbolenti della vita della banca. Negli ultimi tre anni, dal 2016 al 2019 abbiamo avuto una crescita del danni non auto del 27%.
D. In Italia non avete ancora una dimensione in linea con il gruppo che è tra i leader mondiali. Comprerete?
R. Il nostro obiettivo è crescere in modo profittevole. Dal 2016 al 2018 il risultato operativo è salito del18%, arrivando a 251 milioni e il combined ratio del primo semestre 2019 ha valori di eccellenza tecnica al 92,4%, grazie anche alla performance degli agenti, una delle più grandi soddisfazioni. L’Italia è già tra i primi dieci Paesi per Axa e siamo pronti a valutare opportunità di crescita per linee esterne. Intanto continuiamo a investire su sviluppo interno e in innovazione. Nel prossimo triennio prevediamo investimenti in tecnologia per 150 milioni.
D. Dove li investirete?
R. Negli ultimi due anni abbiamo inserito in azienda 100 nuove figure professionali che si occupano di nuove tecnologia e vogliano averne altre 100. In questo settore vincerà la compagnia più veloce non la più grande. L’obiettivo è di ridurre i tempi dei processi. Vogliano offrire polizze al 100% in mobilità ed entrare nel mercato dei prodotti on demand. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf