Risparmiatori traditi, al via i risarcimenti

di Marco Ottaviano

In arrivo i primi risarcimenti economici a chi ha investito in titoli (azioni e obbligazioni subordinate/convertibili) emessi dalle banche poste in risoluzione a fine 2015 (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti) e in liquidazione coatta amministrativa nel giugno 2017 (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca). Il ristoro sarà pari al 30% con un tetto di 100 mila euro. Ma andrà solo a coloro cui l’arbitro per le controversie finanziarie (Acf) ha dato ragione, in tutto o anche solo in parte. Tutto questo, grazie all’entrata in vigore, lo scorso 22 settembre 2018, del cosiddetto Milleproroghe (art. 11, comma 1-bis, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 così come convertito con la legge 21 settembre 2018, n. 108), che permette di chiedere l’indennizzo a coloro che hanno già presentato un ricorso all’Acf e hanno ottenuto o otterranno, entro il 30 novembre, una decisione in tutto o in parte a loro favorevole.

Excursus. Ricordiamo che le risorse economiche per risarcire i consumatori-risparmiatori derivano dal fondo istituito dalla legge 27 dicembre 2017 n. 2015 (vecchio governo Gentiloni), che ha stanziato 100 milioni di euro, da spalmare su quattro anni, dal 2018 al 2021. Entro il 31 gennaio 2019 dovrebbe essere emanato il decreto attuativo che rende operativo il fondo di ristoro per gli altri tre anni. Per ora, il governo guidato da Giuseppe Conte ha deciso di sbloccare i 25 mln di euro per il 2018. Il fondo, una volta diventato operativo, rimborserà pensionati e titolari di redditi annui inferiori ai 35.000 euro lordi. Cioè le persone con più difficoltà economiche.
Come fare domanda alla Consob. Per accedere al ristoro, è necessario compilare il modulo «istanza persone fisiche» o il modulo «persone giuridiche» e inviarlo alla Consob:

preferibilmente, in via informatica al seguente indirizzo: istanzaristoro@pec.consob.it (utilizzabile anche da chi è dotato di una casella di posta elettronica non Pec);

in via cartacea al seguente indirizzo: Consob, via G.B. Martini n. 3, 00198 Roma.
Non potranno essere prese in considerazione le istanze pervenute al di fuori dei canali sopra indicati. Le comunicazioni dovranno riportare nell’oggetto la seguente dizione: «Istanza di ristoro – nome e cognome dell’istante – ricorso n. xx – decisione n. xx».
L’istanza potrà essere effettuata dai clienti delle due banche venete solo una volta ricevuta la comunicazione dell’avvenuta pubblicazione della decisione favorevole. Queste banche, infatti, essendo sottoposte a liquidazione coatta amministrativa non potrebbero comunque adempiere, spontaneamente, alle decisioni. Negli altri casi, invece, i ricorrenti dovranno attendere la pubblicazione sul sito dell’Acf del mancato adempimento da parte della banca alla decisione dell’arbitro. Le istanze dovranno essere presentate direttamente dai ricorrenti (o, eventualmente, dai loro rappresentanti legali). Non sarà possibile delegare procuratori. Il modulo va obbligatoriamente compilato in ogni sua parte e deve essere allegata tutta la documentazione richiesta. Le istanze incomplete non potranno essere trattate.

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