RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 23/10/2018

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La ricchezza delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile resta consistente, ma il tasso di risparmio continua a calare, registrando valori inferiori alla media dell’area euro. Questo dato emerge dal Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018 pubblicato oggi dall’Authority di borsa. L’indagine rivela infatti che la ricchezza netta delle famiglie italiane rimane stabile sui livelli del 2012 attestandosi a 9 volte il reddito disponibile, mentre il dato medio per i paesi dell’area euro è 8 volte il reddito disponibile.
Nuovo colpo in Australia per Azimut, che prosegue nella sua strategia di diversificazione nel Continente attraverso l’ingresso in società finanziarie di piccola taglia. La società presieduta da Pietro Giuliani, attraverso la controllata locale Az Nga, ha comprato il 100% di McKinley Plowman raggiungendo 4,6 miliardi di euro masse totali in Australia (in totale finora le acquisizioni sono state più di una decina). L’accordo prevede, per il 49%, un concambio di azioni McKinley Plowman con azioni Az Nga e un progressivo riacquisto di tali azioni nei prossimi 10 anni. Il rimanente 51% verrà corrisposto ai soci in denaro in un periodo di due anni.

 

Dopo aver concluso l’acquisizione di Nextam, già studia la futura espansione. Secondo Mossa, numero uno dell’istituto, è il caso di valutare un’iniziativa o un’acquisizione nel Paese elvetico, che nel risparmio continua a registrare i più alti tassi di crescita al mondo
La compagnia compra la società di asset management Union investments tfi.Quello acquisito dal Leone di Trieste è il sesto operatore nel Paese dell’Est Europa, con 3,3 miliardi di asset in affidamento tramite un’ampia gamma di fondi diversificati

Generali ha siglato un accordo con il gruppo tedesco Union Asset Management per l’acquisizione del 100% della società polacca Union Investments Tfi. L’obiettivo per il Leone è rafforzare significativamente la presenza in Polonia. Union Investement Tfi è il sesto operatore di asset management del paese con 3,3 miliardi di euro di asset gestiti. Con circa 135 mila investitori retail e 550 istituzionali, può contare su una vasta gamma di fondi diversificati in equities, fixed income e absolute-return.
Banca Generali ha formalizzato un’offerta vincolante, accettata dalle rispettive controparti, per l’acquisizione del 100% di Nextam Partners, boutique finanziaria attiva dal 2001 nell’asset e wealth management, oltre che nell’advisory per la clientela private e istituzionale in Italia.
La ricchezza delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile rimane consistente, ma il tasso di risparmio continua a scendere, registrando valori inferiori alla media dell’Eurozona. Le conoscenze finanziarie restano basse. Il 29% delle famiglie possiede almeno un prodotto o uno strumento finanziario, mentre i comportamenti nel processo di investimento mostrano numerose criticità. È il quadro tracciato nel rapporto della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018.

 

Azimut, attraverso la controllata australiana Az Next Generation Advisory (Az Nga), ha firmato un accordo per acquisire l’intero capitale di McKinley Plowman (Mp). L’intesa prevede, per il 49%, un concambio di azioni Mp con azioni Az Nga e un progressivo riacquisto di tali azioni nei prossimi dieci anni. Il rimanente 51% verrà corrisposto ai soci in denaro entro due anni. Il controvalore dell’operazione è pari a 9,2 milioni di euro. «Prosegue il nostro percorso di crescita in Australia, dove abbiamo una pipeline solida e le attività stanno crescendo in termini di dimensione e diversificazione», ha sottolineato Sergio Albarelli, amministratore delegato di Azimut.

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  • Due acquisizioni nelle gestioni per Generali e Banca Generali
Generali e la controllata Banca Generali battono due colpi nel risparmio gestito: una in Polonia, l’altra in Italia. L’assicuratore triestino ha rilevato da un gruppo tedesco Union Investment Tfi, sesto gruppo nel risparmio polacco con 3,3 miliardi di euro di masse gestite, diversificate in fondi per 135mila risparmiatori e 550 istituzionali. Banca Generali, quotata ma di cui Trieste ha il 50,1%, ha fatto invece un’offerta vincolante (già accettata) per rilevare il 100% di Nextam partners, attiva dal 2001 tra risparmio, consulenza e gestioni.

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  • A Banca Generali i grandi patrimoni di Nextam Partners
Mentre la capogruppo — Generali Assicurazioni — attraverso Generali Investments ha siglato un accordo con il gruppo tedesco Union Asset Management holding per l’acquisizione del 100% della società polacca Union Investments Tfi (sesta casa di gestione del risparmio in Polonia con 3,3 miliardi di euro di masse amministrate e 135 mila clienti), la controllata italiana Banca Generali fa shopping con una piccola casa di investimento di qualità: Nextam Partners, specializzata nella consulenza e nella gestione dei grandi patrimoni.

  • Cybercrime, attacchi per 9 miliardi Piattaforma anti hacker per le imprese
Furti di dati e di identità, blocchi ai sistemi, hackeraggio di segreti industriali e brevetti. Il cybercrime costa all’Italia, ogni anno, oltre 9 miliardi di euro. Eppure il mercato italiano della cybersecurity – cioè di tutte le infrastrutture, i sistemi e le pratiche su come proteggere gli ecosistemi 4.0 dagli attacchi informatici, dai “bachi” e dai furti di dati – ne vale oggi poco meno di 1 e solo il 33% del top management italiano valuta la sicurezza informatica come una priorità di investimento.
Questo spiega questo la necessità, ieri a Milano, di fare il punto – con il road show organizzato da Nova24-Il Sole 24Ore, in collaborazione con Assolombarda e il Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica)– sulla sicurezza informatica e le ricadute sulle imprese.
  • Banca Generali compra la boutique Nextam Partner
Banca Generali ha accolto nella sua sfera Nextam Partner Spa. La società di gestione fondata nel 2001 da tre ex gestori di Euromobiliare Sgr (Nicola Ricolfi, Carlo Gentili e Alessandro Michahelles), ieri ha ceduto alle lusinghe della rete private del gruppo assicurativo di Trieste, da tempo alla ricerca di un partner nell’ambito dell’asset management. Si tratta della formalizzazione di un’offerta vincolante per l’acquisizione del 100% della società e che ora è sottoposta al consueto iter autorizzativo, con tutti gli adempimenti del caso.

 

  • Generali, acquisto nel risparmio gestito
Generali ha annunciato ieri un accordo con il gruppo tedesco Union Asset Management Holding per l’acquisizione del 100% della società di asset management polacca Union Investments Tfi. Operazione che ora «è soggetta all’approvazione delle autorità regolamentari» ma che in prospettiva, come spiegato dalla compagnia, rafforzerà significativamente la presenza di Generali in Polonia visto che si tratta del sesto operatore di asset management nel paese con 3,3 miliardi di euro di asset gestiti.

 

  • Polizze e welfare aziendale contro la bomba demografica
La popolazione invecchia, la fragilità sociale aumenta. Il problema sanitario, con una spesa out of pocket arrivata a sfiorare i 40 miliardi secondo il rapporto Rbm Censis, non è l’unico. Ad esso si associa anche l’indebolimento della famiglia come primaria rete di protezione. Una situazione non più sostenibile a causa del cambio di stili di vita e di condizioni economiche delle nuove generazioni. «L’ultima ricerca Welfare index Pmi ci mostra uno scenario di grande movimento: quasi tutte le grandi realtà aziendali utilizzano ormai welfare aziendale come strumento stabile di integrazione della retribuzione e non solo come premio di produttività. C’è stato inoltre un allargamento importante dello strumento anche nelle medie imprese e si sta facendo largo la figura del welfare manager», spiega Andrea Mencattini, Ad di Generali Welion.
  • NUOVE REGOLE PER FAVORIRE LA TUTELA LTC
Nonostante l’impatto crescente che la non autosufficienza sta producendo ed è destinata a determinare su cittadini e nuclei familiari, in Italia risultano ancora scarsamente diffuse misure private di long-term care (Ltc) diverse dalla spesa diretta delle famiglie. Quali stimoli potrebbe mettere in campo il mondo assicurativo per favorire impieghi delle risorse private alternativi e più efficienti? Si stima che le famiglie italiane spendano ogni anno circa 10 miliardi per esigenze correlate alla non autosufficienza. In questo quadro fatica ad affermarsi la percezione della convenienza di forme di tutela di lungo periodo e appare bassa la propensione delle famiglie a corrispondere un contributo periodico e fisso per garantirsi dalle conseguenze future dell’invecchiamento e della non autosufficienza.
  • In pochi affrontano le incertezze
Ancora poca reattività di fronte all’incertezza che caratterizza il futuro. Questo è l’atteggiamento fotografato da una nuova ricerca Zurich condotta da Swg su un campione di 1.500 nuclei familiari su paure e strumenti di protezione, in anteprima per Il Sole 24 Ore. Dall’indagine emerge che gli italiani si sentono più insicuri e hanno meno fiducia nel futuro, ma alle paure di alcuni eventi le famiglie contrappongono ancora un atteggiamento fatalista o la speranza di un sostegno pubblico.
  • Intesa Sanpaolo punta sui «Danni»
Un debutto da leader, quello di Intesa Sanpaolo, nel comparto assicurativo «Danni», legato alla protezione di salute e famiglia. Il nuovo piano, annunciato a Torino prima dell’estate, è oggi realtà nelle filiali del gruppo, dopo il lancio di «X me Protezione», un prodotto contenitore costruito come una offerta modulare di protezione assicurativa. Una nuova gamma di prodotti, che affianca il know-how di Intesa Sanpaolo nel ramo vita (in cui è leader di mercato) e guarda soprattutto a ciò che è non-motor. «Si tratta – spiega Alessandro Scarfò, ad di Intesa Sanpaolo Assicura – di un unico prodotto che rappresenta di fatto un sistema di offerta globale. Il punto di partenza è lo screening dei bisogni assicurativi attraverso la rete dei nostri consulenti, in un secondo momento il mix di coperture assicurative può essere gestito sul canale digitale oppure sulle app degli smartphone, a discrezione dei clienti».
  • Poste Italiane vuole crescere col welfare
Il piano industriale di Poste Italiane riconosce un ruolo importante al welfare come driver per la crescita del gruppo. Uno sviluppo che si muove su tre pilastri: i Pip, piani individuali pensionistici, le polizze vita long term care e la copertura temporanea caso morte. Ma è soprattutto il ramo danni, con le polizze collettive salute e la gestione dei servizi, nel quale Poste si sta muovendo soltanto da un anno, quello che è destinato a dare maggiori soddisfazioni e che in 12 mesi ha già dimostrato ritmi di crescita a due cifre. Non è un caso il fatto che proprio in questo segmento di business il gruppo guidato da Matteo Del Fante stia pensando di cercare una partnership con un importante gruppo assicurativo.  A seguire, presumibilmente dal 2019, dovrebbe partire la procedura per individuare un partner per la copertura nel settore salute e welfare.
  • La carica dei provider fa bene al settore
Il grande sviluppo del welfare aziendale ha molte cause. Il ruolo di “spinta” svolto dai cosiddetti provider merita una particolare attenzione. A questi attori del mercato va infatti riconosciuto un contributo essenziale alla diffusione delle iniziative di welfare tra le imprese. Hanno in particolare favorito la diffusione di interfacce web (i cosiddetti portali) con i quali i lavoratori delle aziende clienti possono accedere a menù di servizi verso i quali orientare le proprie opzioni, allocando così il budget messo a disposizione dalle aziende in forza di un contratto collettivo o di una decisione unilaterale aziendale.
Per molti anni il mercato di questi operatori è rimasto nel novero delle nicchie di avanguardia, presidiato da un numero contenuto di operatori.
  • I fondi pensione ora puntano sulle rendite
L’obiettivo è uno solo: estendere e aumentare le coperture previdenziali, sanitarie e assicurative, trovando formule adeguate per rendere sempre più integrato il tema welfare nella vita degli iscritti. Soprattutto in quei contesti in cui si fa più fatica a siglare accordi di secondo livello (nelle piccole imprese in particolare e nel Centro-Sud). Il mondo della previdenza si interroga sulle sfide che questa nuova fase, anche politica, pone. In particolare i fondi pensione provano a compiere quel cambio di passo molte volte invocato e spesso ostacolato. L’ipotesi di una revisione delle tax expenditures per finanziare la manovra aveva messo in allarme gli operatori. L’accantonamento di questa ipotesi li ha riportati a concentrarsi sui lavori in corso, mantenendo alta la guardia, tuttavia.
  • «Sarà un 2019 di rilancio delle adesioni alla previdenza»
«Se solo il 20 o il 25% degli aventi diritto è iscritto a un fondo pensione significa che c’è un problema. E che occorre impegnarsi per superarlo». Giovanni Maggi è il presidente di Assofondipensione, l’associazione dei fondi pensione negoziali, ossia 30 strutture aderenti, per 50 miliardi di patrimonio volti a garantire le pensioni complementari di 2,8 milioni di aderenti. L’obiettivo che Maggi dà all’associazione è ambizioso ma necessario: aumentare le adesioni ai fondi pensione con una strategia che verrà illustrata in occasione dell’assemblea dell’11 dicembre.

Handelsblatt

 

  • Per i riassicuratori l’inversione di tendenza sui prezzi rimane esclusa
I riassicuratori sono riuniti a Baden-Baden per discutere le condizioni per il 2019, ma sembrano esclusi aumenti tariffari.
  • Hannover Re: niente aumenti tariffari nella RCA nel 2019
Hannover Re è il maggiore riassicuratore auto in Germania e ritiene che le compagnie auto non applicheranno aumenti rilevanti nella RCA il prossimo anno. Nella Kasko le tariffe dovrebbero aumentare non oltre l’1 % in relazione ai maggiori costi dei sinistri a causa degli alti costi dei pezzi di ricambio.