RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 12/10/2018

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Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, torna a criticare quota 100 sulle pensioni e questa volta lo fa snocciolando numeri allarmanti. “Uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l’indicizzazione alla speranza di vita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata portano ad un incremento dell’ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore, oltre la famosa gobba, di circa un punto di pil della spesa pensionistica”, ha detto Boeri, in audizione alla Camera.
Francesco Gaetano Caltagirone sale ancora nel capitale delle Generali . L’immobiliarista-editore romano, secondo azionista della compagnia triestina, ha rilevato nei giorni scorsi altri pacchetti di titoli (per un totale di 1,7 milioni di azioni) pari allo 0,11% salendo quindi al 4,31%, dal precedente 4,2%. Al momento il titolo Generali segna un ribasso dell’1,35% a 14,39 euro.
La ricerca del successore è già stata avviata, ma l’addio di Mark Wilson alla plancia di comando di Aviva ha inevitabilmente scosso il gruppo. Il manager era arrivato al timone della compagnia inglese a gennaio 2013, quando Aviva si trovava in difficoltà, e ha dato una svolta profonda, dimezzandone la presenza geografica da 28 a 14 mercati, aumentando l’utile operativo e mettendo in campo importanti investimenti in tecnologia.

È di nuovo scontro tra il presidente dell’Inps e il governo sulla riforma della legge Fornero. «Consentire di andare in pensione con quota 100 porta a un incremento del debito pensionistico nell’ordine dei 100 miliardi di euro», così Tito Boeri ha bocciato uno dei capisaldi della manovra del governo gialloverde attesa al consiglio dei ministri di lunedì prossimo insieme al decreto fiscale. In audizione alla camera, il presidente Inps, oltre a evidenziare il rischio di rendere non più sostenibile il sistema, ha sottolineato anche alcuni aspetti di iniquità: «Quota 100 avvantaggia i redditi alti, gli uomini e gli statali, mentre penalizza ancora una volta le donne e i giovani».

corsera

  • Pensioni, Boeri attacca. Lite con il governo
Boeri punta il dito verso il meccanismo che con 62 anni di età e 38 di contributi consente di lasciare il lavoro. Sono fattori che portano a «un incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell’ordine di 100 miliardi». Più che un campanello una bomba alle orecchie di Salvini, che argomenta: «Lui ignora un elemento minimo di buon senso: se noi mandiamo in pensione 400 mila italiani si liberano 400 mila posti e tanti imprenditori assumeranno giovani per coprire una parte di questi». Anche M5S contesta Boeri: «L’indirizzo politico del governo lo decidono i cittadini, non un organismo tecnico».

  • Boeri: quota 100 beffa le donne, nel 2019 costo a 8,5 miliardi
La proposta di legge M5S-Lega di correzione attuariale delle pensioni cosiddette d’oro, con cui si vorrebbero cancellare trattamenti di privilegio, va in direzione opposta agli obiettivi distributivi previsti con “quota 100”. I due disegni sono «in totale contraddizione» poiché se con il primo si risparmierebbero pochi milioni (circa 150) colpendo non più di 30mila soggetti, con le nuove anzianità si premiano invece molti lavoratori uomini con carriere forti e che avranno una pensione elevata (quasi un caso su tre sopra la media delle pensioni vigenti), con un costo tutto sulle spalle dei giovani: 8,5 miliardi il primo anno per arrivare nel giro di tre anni a 16 miliardi. È quanto ha affermato ieri in Parlamento il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso dell’audizione in commissione lavoro sui disegni di legge D’Uva-Molinari e Meloni.

 

  • Banche, assicurazioni e telefonia: guerra digitale per trattenere i clienti
«Alcune aziende hanno rischiato di fallire proprio nell’anno in cui hanno conseguito il record di fatturato. Questo rende giustizia di un aspetto ormai fin troppo chiaro: il costo d’acquisizione dei clienti in mercati maturi sta salendo vertiginosamente. E un’adeguata politica di retention è sempre più basilare per il business». Per Lucio Lamberti, docente di marketing multicanale alla School of management del Politecnico di Milano non ci sono dubbi sul fatto che sulla retention si gioca il futuro e la sostenibilità di vari settori.
Lo dicono i numeri come le strategie messe in campo da player di settori in cui, dalle tlc, alle pay tv, alle banche, alle assicurazioni ci si dà sempre più battaglia per tenere stretti a sé i propri clienti.

Handelsblatt

 

  • Gli investitori pagano grandi somme per la tecnologia delle InsurTech
Le start-up assicurative sono in aumento e attraggono sempre più capitali. Gli investitori sono alla ricerca in particolare del know how dei pionieri della tecnologia.
  • Crescono i deal tra compagnie assicurative e start up InsurTech
Le InsurTech sono considerate un motore per le assicurazioni tradizionali, una spinta all’innovazione e allo stesso tempo sono da esse sostenute e sono in qualche modo interdipendenti.