Le misure sulle pensioni ipotizzate dal governo («quota 100», opzione donna, conferma dell’Ape sociale e mancato adeguamento della speranza di vita) avrebbero un impatto di «140 miliardi in più di spesa nei primi dieci anni». Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione in commissione lavoro della camera. Rispondendo alle domande dei deputati sulla relazione svolta la scorsa settimana in merito al disegno di legge n. 1071 che prevede il taglio degli assegni pensionistici superiori a 4.500 euro netti mensili (si veda ItaliaOggi del 12 ottobre), Boeri ha reso noto anche l’impatto economico delle misure previdenziali a cui il governo sta lavorando: nel 2019 ci sarebbe una maggiore spesa stimata in 7 miliardi, con successivi aumenti di 11,5 mld nel 2020 e di 17 mld nel 2021, con una proiezione decennale di 140 miliardi di euro di maggiore spesa.

Il presidente dell’Inps è intervenuto anche in merito a un eventuale condono contributivo che avrebbe, secondo Boeri, «un effetto devastante» sui conti dell’Istituto. «Non abbiamo elementi sufficienti per capire l’impatto di un intervento in questo senso», ha proseguito, «ma sicuramente il condono contributivo al contrario di quello fiscale, avrebbe due effetti negativi». Intanto sulla raccolta contributiva, perché indurrebbe un comportamento opportunistico da parte degli evasori nella convinzione che prima o poi potrebbe arrivare un altro condono («soltanto perché se ne è parlato a lungo», ha aggiunto Boeri, «la riscossione è stata inferiore alle attese»). L’impatto sarebbe pericoloso anche sul fronte della spesa perché, ha spiegato, per ogni contributo relativo ai lavoratori dipendenti, sia pure versato a condizioni agevolate, «noi siamo obbligati a garantire una prestazione».

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