La contribuzione da riscatto per i lavoratori dipendenti e autonomi

PREVIDENZA

Autore: La Redazione
ASSINEWS 301 – ottobre 2018

Vi sono periodi nella vita di un lavoratore in cui alcune attività (periodi di lavoro all’estero in paesi non convenzionati, di formazione scolastica o specialistica, di maternità, ecc.) non prevedendo la contribuzione obbligatoria e non consentono pertanto la maturazione di requisiti pensionistici.

Si pensi al caso di un dirigente industriale di media età, 60enne, con all’attivo a oggi 36 anni di contributi, di cui 14 ante ’96. E poniamo il caso che tale soggetto non abbia riscattato i suoi 5 anni di corso di laurea in Ingegneria Elettronica. Bene, nel caso specifico è opportuno conoscere attentamente i meccanismi e le dinamiche della contribuzione da riscatto, al fine di valutare la convenienza effettiva di attivazione di questa opportunità. Il dirigente, in questione, con il riscatto di quei 5 anni di contribuzione, vedrebbe applicarsi per il calcolo della pensione il più premiante sistema di calcolo retributivo per le anzianità maturate fino al 31.12.2012, anziché fino al 31.12.1995 come accadrebbe se non riscattasse il corso di studi.

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