Ibm al raccolto dei big data con l’I.A. in campo aperto

L’intelligenza artificiale entra sempre più in campo. Per un mondo agricolo sempre più smart, Ibm ha realizzato la Piattaforma Watson per l’Agricoltura pensata per raccoglie i Big Data, i dati che arrivano da sistemi meteo, droni, macchinari e irrigatori abilitati dall’IoT (Internet of Things), immagini satellitari e altri device, e offrire così in una app un’unica visione per fare previsioni. Si tratta di un modo per aiutare l’agricoltore a prendere decisioni migliori, ottenendo anche una migliore resa del terreno. Per esempio, utilizzando le funzionalità dell’intelligenza artificiale di riconoscimento visivo, possono essere identificati il tipo e i livelli di danni provocati dai parassiti. Questo consente un uso più efficace dei pesticidi con un più basso impiego in quantità e quindi con un maggior rispetto dell’ambiente. Allo stesso modo, diventa possibile prevedere l’impiego di acqua, riducendo sprechi e costi. Insomma un sistema che non pensa soltanto alla precision farming, ma gestisce ed elabora le fonti di dati che caratterizzano il digitale nel mondo agricolo. Un supporto che consente di prendere decisioni in modo più veloce e preciso sul campo e condividere il risultati della produzione con tutta la filiera agroalimentare. La piattaforma è un servizio gestito in hosting su cloud, progettato per connettere i dati provenienti dai sistemi IoT. Fornisce funzionalità come la registrazione di dispositivi, la connettività, il controllo, la visualizzazione rapida e l’immagazzinamento.
Arturo Centofanti

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