Banca Generali, il tempo dello shopping

Nel mirino dell’istituto è finita Nextam, la boutique lanciata da Gentili & C. Una carta che l’ad Mossa potrà giocare prima dell’Investor Day di Londra del 3 dicembre. Mentre guarda già a nuove acquisizioni
di Anna Messia

L’appuntamento è per il 3 dicembre a Londra quando il numero uno di Banca Generali , Gian Maria Mossa, in occasione dell’investor day indicherà ai mercati la rotta che vuole dare alla banca del Leone per i prossimi cinque anni. Ma c’è da scommettere che il giovane manager, salito al timone della società nel 2016 dopo esserne stato condirettore generale, qualche mossa strategica importante la farà già prima di quella data. Nei giorni scorsi Mossa aveva fatto sapere pubblicamente che Banca Generali è interessata a guardarsi intorno per acquisizioni, pronta a comprare, sia in Italia sia all’estero, società che gestiscono asset da 2-3 miliardi. E secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il cerchio su una prima operazione si starebbe stringendo e nel mirino di Mossa sarebbe finita una boutique italiana molto apprezzata nel mercato. Si tratta di Nextam Partners, società fondata nel 2001 da Nicola Ricolfi, Carlo Gentili e Alessandro Michahelles, tre money manager molto stimati, che dopo dieci anni decisero di lasciare Banca Euromobiliare per mettersi in proprio e lanciare una nuova sgr, tra le prime in Italia a essere stata fondata da un team di gestori. In questi anni Nextam Partners è cresciuta, specializzandosi sui servizi di consulenza per la clientela facoltosa (private), con masse che nell’asset management hanno raggiunto circa 1,3 miliardi e nell’advisory superato quota 5 miliardi.

L’interesse di Banca Generali verso Nextam Partners sarebbe motivato proprio dalla volontà di crescere nel settore delle consulenza private, interessata a portare in squadra non solo i tre blasonati money manager, ma anche il team dei 40 gestori che lavorano oggi nella società e che si occupano di circa 2.500 clienti. Un’accelerazione importante verso la crescita della banca controllata al 51% da Assicurazioni Generali , per ampliare ulteriormente l’offerta di servizi in una fase non certo facile, caratterizzata da mercati sempre più volatili, con lo spread che risale e con la nuova direttiva europea Mifid II che promette di ridurre i margini del settore, con un inevitabile riassetto dei modelli di business. In questi anni Banca Generali ha già dimostrato di saper reggere bene all’onda d’urto dei mercati. Fondata nel 2000 e quotata a Piazza Affari dieci anni fa, al 30 giugno 2018 è arrivata a gestire oltre 58 miliardi di euro di masse, massimo storico che rappresenta un incremento a doppia cifra nell’ultimo anno. I dipendenti di Banca Generali sono oggi 837, con 1.923 private banker e la semestrale di quest’anno ha registrato utili per 92,6 milioni. Da inizio anno a settembre il saldo di raccolta netta è stato positivo per 4,1 miliardi e -nonostante le accresciute difficoltà di mercato- Mossa di recente ha confermato i target di raccolta per l’intero 2018, che puntano a 5-5,5 miliardi. «La banca rimane concentrata sulla strategia di rafforzamento della componente ricorrente dei risultati per aumentare la sostenibilità, indipendentemente dalla dinamica dei mercati finanziari», aveva spiegato il manager. In ballo ci sono investimenti in nuove tecnologie e la diversificazione del business. In questa direzione va la recente alleanza con Saxobank, piattaforma per il trading.

L’obiettivo è offrire ai clienti di Banca Generali la possibilità di investire i propri risparmi attraverso un software evoluto, messo a punto da Saxo Bank, senza rinunciare alla guida strategica di un consulente. Il lancio è previsto nelle prossime settimane . Al centro dell’appuntamento londinese ci saranno anche i servizi di consulenza evoluta, che riguardano già 2,3 miliardi di euro del portafoglio complessivo e che dovrebbero arrivare a 2,5 entro la fine dell’anno. La presentazione del nuovo piano industriale che sarà presentato a dicembre sarà l’occasione per mettere nero su bianco tutti gli obiettivi di crescita della società nei prossimi cinque anni e le operazioni straordinarie potrebbero dare un’accelerata alle ambizioni di crescita. Oltre a Nextam Partners nel mirino di Mossa sarebbe finita anche un’altra società che si occupa di gestioni di patrimoni. Questa volta Oltreconfine e anche in questo caso la firma potrebbero arrivare prima del nuovo piano di dicembre. (riproduzione riservata)
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