Risarcimento diretto non c’e’ due senza tre … ma il terzo è un terzo incomodo

GIURISPRUDENZA

Per la Cassazione anche in presenza di tre veicoli coinvolti in un sinistro stradale, il sistema CARD deve trovare applicazione

Autore: Bianca Pascotto
ASSINEWS 290 – ottobre 2017

Nel febbraio di quest’anno è stata pubblicata la sentenza n. 3149 della sezione III della Corte di Cassazione, la quale ha esteso l’applicazione del regime di risarcimento diretto previsto dagli artt. 149 e 150 del codice della assicurazioni private, anche al caso in cui in un incidente stradale siano coinvolti più di due veicoli. La modifica sorprende l’attuale sistema posto che, decorsi ormai dieci anni dalla sua entrata in vigore, è la prima pronuncia che sovverte una norma che sul punto pareva reggere il peso degli anni. Vediamo di cosa si tratta.


IL CASO

Tizia rimane coinvolta in un sinistro stradale e cita avanti il Giudice di Pace di Taranto, Caia proprietaria del veicolo antagonista e la propria compagnia assicuratrice, nella specie la AXA Ass.ni, affinché quest’ultima fosse condannata al pagamento dei tutti i danni sofferti ai sensi dell’art. 149 D.L. 209/2005 e al contempo fosse accertato e dichiarato che Caia era l’esclusiva responsabile dell’incidente stradale.
Caia, in qualità di proprietaria e Mevio, in qualità di conducente dei veicolo ritenuto responsabile, si costituiscono in causa e svolgono domanda riconvenzionale, chiedendo a loro volta il risarcimento dei danni subiti nei confronti di AXA Ass.ni e di Tizia in solido, ritenendo quest’ultima l’esclusiva responsabile del sinistro stradale.

Il giudice di prime cure dichiara la domanda di Tizia improponibile e ravvisa sussistere un concorso di colpa tra le parti, nella misura del 70% a carico di Tizia e del 30% a carico di Caia e Mevio; condanna, conseguentemente, in solido Tizia e AXA Ass.ni a risarcire i danni ai convenuti.

Il Tribunale di Taranto, attinto dal gravame, conferma la sentenza di primo grado.
Tizia propone ricorso per la cassazione della sentenza d’appello, sostenendo che entrambi i giudicanti hanno errato nel ritenere non applicabile, nel caso di specie, la procedura di risarcimento diretto, sull’assunto che nel corso del giudizio era emersa la presenza di un terzo veicolo coinvolto nell’incidente la cui presenza è stata sempre contestata dall’attrice.

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