Responsabilità sanitaria. I contenziosi costano 12 miliardi di euro l’anno

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«Aumentare le tutele per chi esercita la professione sanitaria prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia per i cittadini e arrivare ad un nuovo equilibrio nel rapporto
medico-paziente. In questa maniera i professionisti possono svolgere il loro lavoro con maggiore serenità e ai cittadini viene garantita la sicurezza delle cure, maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti».

L’Onorevole Federico Gelli, Responsabile Sanità del Partito Democratico e autore della Legge 24 che riforma la Responsabilità Professionale in Sanità, sintetizza così la riforma che porta il suo nome e che segna una rivoluzione copernicana nel settore della
responsabilità professionale, della gestione del rischio clinico e del rapporto medico-paziente.

La normativa, approvata lo scorso 28 febbraio ed in vigore dal primo aprile 2017, sta in questi mesi dipanando i suoi effetti sui singoli aspetti che è chiamata a gestire procedendo in parallelo con l’approvazione dei diversi decreti attuativi. A fare da guida per medici, giuristi, operatori sanitari, società scientifiche, manager del settore e compagnie assicurative, su questa delicata normativa, arriva il volume dell’Editore Giuffrè, firmato dallo stesso relatore della legge insieme agli avvocati Maurizio Hazan e Daniela
Zorzit, e realizzato con la fondamentale collaborazione dei principali esperti della materia.

Gli aspetti salienti della pubblicazione sono al centro del confronto organizzato a Roma da Consulcesi & Partners e Sanità Sicura, con il patrocinio di AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata). Il volume, intitolato “La nuova responsabilità sanitaria e la sua assicurazione”, è un commentario al nuovo dispositivo di legge con riferimenti bibliografici e giurisprudenziali alle singole parti della normativa. In particolare, il volume fa un approfondimento sugli aspetti legati alla prevenzione, sul decisivo ruolo del risk management e sulla parte più complessa che riguarda proprio gli aspetti assicurativi, per le strutture e per gli esercenti le professioni sanitarie.

«Abbiamo modificato il Codice Penale – aggiunge Gelli –. I professionisti che non si atterranno alle linee guida risponderanno penalmente solo in caso di colpa grave e dolo. Quanto alla responsabilità civile, la nuova riformulazione prevede ancora il ‘doppio binario’: contrattuale a carico delle strutture ed extracontrattuale per l’esercente la professione sanitaria. In campo assicurativo, inoltre, la recente approvazione della legge sulla concorrenza ha rappresentato un ulteriore tassello verso la piena operatività
della legge. Nel provvedimento vengono modificati gli articoli 138 e 139 del codice delle assicurazioni private. Ora si potrà provvedere con un Decreto del Presidente della Repubblica alla predisposizione di una specifica tabella unica valida su tutto il territorio. Questo sarà di enorme aiuto per tutte le strutture sanitarie permettendo loro di avere un riferimento chiaro su questa materia».

La Legge Gelli si è resa necessaria perché negli ultimi vent’anni il contenzioso medico-legale nella sanità italiana ha raggiunto livelli critici, con un incremento di pratiche mediche diagnostiche e terapeutiche eccessive e talvolta inappropriate, al solo scopo di evitare cause in tribunale. Questo fenomeno, conosciuto come quello della “medicina difensiva”, grava per oltre 12 miliardi di euro all’anno sul Servizio sanitario nazionale, e rappresenta una delle principali problematiche con cui deve confrontarsi ogni giorno Consulcesi & Partners, il network legale nato dall’esperienza pluridecennale della principale realtà di tutela del mondo sanitario. I numerosi e prestigiosi studi associati a Consulcesi & Partners, infatti, si occupano di ogni tipo di vicenda giudiziaria e non tutelano solo i medici, con una forte e capillare attenzione proprio sul contenzioso relativo alla responsabilità professionale in sanità.

«Volendo andare al cuore della questione, potremmo dire che la legge Gelli disegna una disciplina organica sul governo del rischio e sulla sicurezza delle cure. L’obiettivo è chiaro e coraggioso: anticipare il sistema di protezione, per evitare il danno piuttosto che intervenire esclusivamente ex-post con la mera compensazione in denaro. L’approccio colpevolizzante e monetario all’errore costituisce di per sé un fallimento: la sfida culturale è dunque quella di ridar fiato a slanci professionali coraggiosi, che non si facciano condizionare dal rischio ed anzi si occupino di prenderselo in carico, con l’intenzione di affrontarlo e superarlo, nell’interesse del progresso e del benessere di tutti noi. Certo, se poi il danno comunque si verifica, ecco che il paziente deve trovar eguale tutela, e piena soddisfazione risarcitoria. In questo senso va apprezzata l’entrata in scena dell’obbligo assicurativo, quale autentica “tasca capiente” concepita nell’interesse preminente dei pazienti danneggiati», spiega l’Avv. Maurizio Hazan, coautore del volume di Giuffrè sulla responsabilità sanitaria e le novità introdotte dalla Legge Gelli e membro della redazione scientifica del portale Ridare.it, che affronta tutte le tematiche in materia di risarcimento del danno e responsabilità civile.

Fra gli aspetti innovativi più importanti della legge Gelli ci sono la definizione della sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute e la parte iniziale del testo, interamente dedicata all’attivazione della gestione del rischio clinico in un’ottica sinergica con la gestione del contenzioso: «L’articolo 15 della Legge – spiegano Paola Frati e Vittorio Fineschi, Ordinari di Medicina Legale all’Università Sapienza di Roma e Consulenti di Sanità Sicura – merita attenzione laddove stabilisce che nei procedimenti civili e nei procedimenti penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria implicanti la valutazione di problemi tecnici complessi, l’autorità giudiziaria affida la consulenza tecnica e la perizia ad un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti nella disciplina oggetto del procedimento. Da condividere la collegialità con la presenza obbligatoria del medico-legale e dello specialista nella materia del contendere che deve possedere specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento». La gestione del rischio rientra nel campo d’azione di Sanità Sicura, gestore integrale di servizi per le strutture sanitarie
pubbliche e private, che si occupa di garantire un servizio di identificazione e valutazione del rischio clinico, oltre che servizi di consulenza per l’identificazione della copertura assicurativa più adeguata alle reali esigenze della struttura e degli operatori sanitari. In definitiva, dunque, tutto quanto occorre per gestire con maggiore tranquillità i rischi e i problemi che possono insorgere amministrando una struttura complessa quale quella ospedaliera.

«Dopo un ventennio segnato da un incremento del contenzioso in ambito di responsabilità sanitaria, fino a raggiungere la soglia dei 35mila sinistri all’anno con conseguente fuga dei maggiori player assicurativi, non più in grado di sostenere l’indice di rapporto sinistri/premi (dal 160% del 2001 al 126% del 2012), si sta finalmente assistendo, grazie a diversi interventi di politica legislativa e sanitaria, ad un significativo  decremento dei casi di malpratice medica. L’obiettivo è però ancora lontano tanto che, ancora oggi, il
decremento del numero dei sinistri, circa 31mila all’anno, risulta bilanciato dall’inesorabile aumento dei risarcimenti medi, attestatisi ad oltre 50mila euro per evento». È questo il dato fornito dall’avvocato Francesco Del Rio, legale specializzato in Responsabilità sanitaria per Consulcesi & Partners, che aggiunge: «In questo contesto la Legge Gelli, volendo riequilibrare le esigenze di tutela dei pazienti con quelle provenienti dal mondo sanitario, interviene sul contenzioso affidando all’accertamento tecnico preventivo
con finalità conciliative un ruolo di assoluto rilievo. La presenza in sede conciliativa di tutti i protagonisti, inclusi i rispettivi assicuratori, garantirà di giungere, con maggiore rapidità, sia al concreto accertamento delle eventuali responsabilità, sia all’equa erogazione del giusto risarcimento. Consulcesi & Partners – spiega ancora Del Rio –, proponendosi al fianco dei professionisti sanitari per la tutela di qualsivoglia problematica di natura legale e fiscale, diviene lo strumento indispensabile per il mondo medico anche in sede di 696 bis c.p.c. perché, raccogliendo a sé i migliori avvocati d’Italia e le migliori professionalità in
ambito sanitario ed assicurativo, è in grado di fornire la più completa assistenza legale a difesa del medico, alleggerendolo dal peso di dover subire lunghi e dispendiosi procedimenti».

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