di Marco Fusi
Lyxor, controllata di Société Générale e attiva dal 2001 nel segmento degli etf, conferma il proprio impegno anche sul fronte dei Pir con due prodotti, destinati alla clientela istituzionale, che mirano a semplificare la gestione complessiva del portafoglio dei clienti. Due gli Etf Pir di Lyxor: Lyxor Ftse Italia Mid Cap Pir etf (focalizzato solo sulle mid cap) e dal 24 maggio Lyxor Italia Equity Pir etf, esposto solo per il 25% sulle mid cap italiane e per il 75% sui titoli del Ftse Mib. «I due Etf che abbiamo lanciato», spiega Marcello Chelli, in SocGen dall’agosto 2005 e referente per i Lyxor Etf in Italia, «hanno obiettivi diversi.

L’etf 100% mid cap, che ha raccolto oltre 600 milioni, serve a fondi e prodotti Pir per esporsi con semplicità per almeno il 21% alle mid e small cap, come prescritto dalla normativa. Invece l’altro etf, investito per il 25% su società mid cap e per il 75% del Ftse Mib, è usato dagli intermediari in quelle soluzioni Pir (unit linked) che riaggregano una molteplicità di prodotti Pir. Questo secondo etf è diversificato su un numero maggiore di società (100) caratterizzate, in media, da una maggiore liquidità». Chelli precisa che questi etf si propongono di supportare gli intermediari che realizzano proprie soluzioni Pir. Gli investitori privati non sono, dunque, il loro primo target. «Gestendo un fondo Pir, un investitore istituzionale», spiega, «può utilizzare un etf per la parte di patrimonio da investire in mid/small cap e, sulla restante parte, può effettuare una gestione attiva». A seconda del contesto di mercato si possono preferire i fondi attivi o gli etf, al gestore il timing della scelta.

Sullo scenario attuale e futuro dei Pir l’esperto spiega che «gli asset manager sono stati i primi a cogliere l’opportunità, mentre ora le assicurazioni dovrebbero essere il nuovo motore di sviluppo, con un particolare focus sulle polizze united linked». Un altro target è quello dei fondi pensioni che possono investire in prodotti Pir fino al 5% del loro patrimonio godendo dei benefici fiscali.

Infine, secondo Chelli, in futuro potrebbero essere lanciati dei depositi titoli Pir. «Questo consentirebbe di rendere autonomi quegli investitori che, avendone le competenze o appoggiandosi a un consulente, potranno scegliere gli strumenti Pir più adeguati per le loro necessità». Le pmi quotate a Piazza Affari, proprio grazie ai Pir, sono state protagoniste di forti rialzi negli ultimi mesi in tutti i segmenti di mercato, Star e Aim Italia compresi. (riproduzione riservata)
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