Istat; cresce aspettativa di vita, pensione a 67 anni

Dal 2019 la pensione di vecchiaia scatterá a 67 anni e non piú a 66 anni e 7 mesi, come adesso. L’allungamento dei tempi per andare in pensione è dovuta alla crescita dell’aspettativa di vita certificata ieri dall’Istat che ha diffuso gli Indicatori di mortalitá della popolazione residente in Italia relativa al 2016. Il Governo dovrebbe così confermare l’automatismo previsto dalla riforma Fornero per la pensione di vecchiaia.

Pronta la reazione dei sindacati che con una nota congiunta chiedono al Governo di bloccare l’aumento automatico dell’etá pensionabile.
“L’adeguamento automatico dell’etá pensionabile all’aspettativa di vita comporta conseguenze preoccupanti in un mercato del lavoro caratterizzato da un’elevata disoccupazione sia giovanile che over 50, e in cui sono ancora evidenti le ferite causate dall’aumento repentino dei requisiti  pensionistici dovuto alla legge Monti-Fornero, che ha creato il drammatico fenomeno degli esodati”.

Le tre Confederazioni chiedono quindi “il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversitá nelle speranze di vita e nella gravositá dei lavori. Inoltre – aggiungono – è
legittimo qualche dubbio sull’assoluta esattezza delle stime fornite dall’Istat poichè in piú di un’occasione l’Istituto ha rettificato misurazioni prodotte anche con notevoli oscillazioni, come nel caso del Pil lo scorso giugno”.

Cgil, Cisl e Uil spiegano che “l’adeguamento automatico dell’etá pensionabile all’aumento di cinque mesi dell’aspettativa di vita, certificato oggi dall’Istat, porterebbe l’etá pensionabile degli italiani a 67 anni, requisito che, a normativa vigente, si sarebbe dovuto raggiungere, nel 2021. Quindi – conclusono – non si tratta, come affermato scorrettamente da alcuni professori e esponenti delle istituzioni, di minare la tenuta finanziaria del sistema previdenziale ma, al contrario, di garantirne nel tempo la sostenibilitá anche sociale”.