Inquinamento domestico: italiani poco informati

A minacciare la nostra salute non cìè solo l’inquinamento dell’ambiente, ma anche  i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche.

L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio.

Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. Al punto che, come emerge dall’ultima ricerca effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, il 52% degli italiani ammette di averne una conoscenza limitata e addirittura più di uno su tre (35%) ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dagli italiani, si collocano ai primi posti la presenza di sostanze nocive nell’aria (57%), l’inquinamento e le alterazioni dell’acqua (56%) e le fughe di gas (55%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici, generati ad esempio dai dispositivi wi-fi o telefoni cellulari (41%), mentre solo il 24% dei connazionali si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (60%) e curandone l’igiene e la pulizia (58%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 47% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

Meno numerosi, invece, gli italiani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (25%), o acquistando un depuratore dell’acqua (24%).

Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide gli italiani. Se il 57% dei connazionali dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 43% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene quasi l’80% degli italiani. Come? Il 40% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 30% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 9% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.