Non tutte le cadute sono uguali: meglio cadere sulla pubblica via piuttosto che sul pavimento di una piscina

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IL CASO

La responsabilità per i danni provocati dalle cose in custodia è da sempre e ancora oggetto di pronunce altalenanti e contrastanti

Autore: Bianca Pascotto
ASSINEWS 279 – ottobre 2016

Due recenti sentenze della Suprema Corte pubblicate con un intervallo temporale di un giorno l’una dall’altra, sono intervenute nel più classico caso di responsabilità per i danni da cose in custodia: la caduta di una persona a causa di un inciampo presente nel piano di calpestio della vittima. Sul medesimo sostanziale presupposto di fatto (caduta sul suolo a causa di un ostacolo) e sulla medesima fattispecie giuridica (responsabilità da cose in custodia ex art. 2051 c.c.), due sezioni della Cassazione sono pervenute a due decisioni diametralmente opposte.

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