Automotive, nel 2016 in crescita il fatturato della componentistica italiana (+4%)

Euler Hermes ha realizzato uno studio sulla componentistica dell’automotive, a livello globale con un focus specifico sul ruolo dell’Italia, che si conferma Paese leader in Europa per tecnologia, in questo segmento.

L’Industry Report di Euler Hermes è in sostanza un focus sul mercato della componentistica che segue un altro studio di Euler Hermes presentato a settembre e dal titolo: “Paraurti pubblici per il mercato automobilistico”.

Nei componenti l’Italia possiede la leadership tecnologica a livello europeo. I volumi sono in costante crescita dal 2014 per un comparto che vale oltre 40 miliardi di euro ed esporta metà della produzione. La buona performance della componentistica si deve agli investimenti che negli ultimi anni le aziende italiane hanno saputo effettuare in tecnologia e qualità dei materiali.

Nel comparto automotive operano circa 163 mila aziende, di cui il 97% fa riferimento al settore Automotive Suppliers e il restante 3% opera nelle attività di Manufacturing. Euler Hermes attraverso interviste dirette, ha analizzato le aziende che operano in particolare nello stampaggio di materie plastiche e di lamiere per la produzione di componentistica in plastica, scocche, paraurti, traverse, portiere, cofani, cerchioni e produzione degli interni e sedili. Oggi il produttore di componenti non è più un mero subfornitore di “pezzi” con i quali la casa automobilistica assembla l’auto, ma un vero e proprio partner progettuale. Sono inoltre sempre più frequenti forme di joint venture tra costruttori e aziende della componentistica.

La positività del trend dell’intero comparto si evidenzia attraverso un’interessante crescita del fatturato, atteso un +4% nel 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il driver di questa crescita non è rappresentato soltanto dal positivo andamento di FCA (Fiat Chrisler Automobiles), ma anche dalla maggiore penetrazione dei produttori italiani presso le “Case automobilistiche internazionali” quali Volkswagen, Daimler, PSA, Renault, BMW e Ford. Il dato è ancor più significativo alla luce di una ripresa economica fiacca e delle generali turbolenze di mercato a livello europeo, come ad esempio il caso Brexit. La capacità dei produttori di “cavalcare” il trend è anche favorita dal supporto del sistema bancario che ha concesso linee di credito adeguate sia a supporto del circolante che degli investimenti (con operazioni a medio termine, generalmente a 5 anni).

Inoltre, i regolari termini d’incasso dalle Case automobilistiche hanno consentito agli operatori del settore di avere costantemente buoni margini di utilizzo delle linee di credito a disposizione impattando quindi positivamente sugli oneri finanziari.