Assicurazione auto, meglio il tagliando

di Marino Longoni

Un anno fa (il 19 ottobre 2015, per la precisione) entrava in vigore una riforma del codice della strada che conteneva una semplificazione sbandierata dal governo come esempio di buone idee, che non costano nulla, ma semplificano la vita dei cittadini: si stabiliva che non è più necessario esporre sul parabrezza il tagliando assicurativo, infatti le forze dell’ordine hanno ormai accesso in ogni momento e da ogni luogo alla banca dati delle assicurazioni Rc auto di tutti i veicoli italiani. Quindi a loro basta interrogare il data base per avere conferma della copertura assicurativa di qualsiasi autoveicolo.

È addirittura possibile verificare in modo automatico la copertura assicurativa di tutte le auto che passano sotto le telecamere delle zone a traffico limitato o quelle collegate con gli autovelox. Una piccola, ma concreta semplificazione per gli automobilisti (otre che un miglioramento estetico dell’autovettura) e contemporaneamente una mossa in grado di dare scacco matto all’evasione Rc auto. Peccato che non funzioni.

Il motivo è presto detto: la banca dati del ministero dei trasporti non è aggiornata, quindi spesso non fornisce risposte attendibili. Risultato: è meglio che l’automobilista porti sempre con sé la polizza assicurativa che, in caso di controllo, prova l’esistenza della copertura anche laddove questa non risultasse dall’interrogazione alla banca dati ministeriale. Per fugare ogni dubbio è anche consigliabile portarsi dietro l’attestazione di avvenuto pagamento del premio e copia del contratto. Anche perché molte assicurazioni estendono il periodo di copertura oltre le due settimane dalla scadenza. Ma questo in banca dati non risulta. Ecco perché i documenti cartacei sono ancora più importanti di prima: in caso contrario lo sfortunato automobilista dovrà perdere tempo per portare tutta la documentazione necessaria al comando dei vigili urbani.

Per quanto riguarda le telecamere intelligenti, in grado di rilevare la targa delle auto per incrociare i dati con quelli della banca dati ministeriale, c’è un problema aggiuntivo: le telecamere non sono omologate. Quindi non possono essere utilizzate per rilevare la circolazione di veicoli non assicurati. E la chiamano semplificazione.

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