di Cristina Bartelli  

 

Autoriciclaggio esteso all’autoconsumo. Saranno punibili, infatti, le condotte di sostituzione, trasferimento o impiego in attività economiche o finanziarie di denaro beni o altre utilità finalizzate all’utilizzazione o al godimento personale. Lo scenario sull’autoriciclaggio cambia dunque completamente prospettiva grazie a un subemendamento di Luca Pastorino (Pd), approvato, ieri, in commissione finanze della camera, a conclusione dei lavori sul testo del progetto di legge sul rimpatrio dei capitali, oggi all’esame dell’aula, che ha modificato l’impianto del terzo comma del nuovo 648-ter1 sul reato di autoriciclaggio.

Nel testo dell’emendamento governativo, infatti, si prevedeva una condizione di esclusione della responsabilità nei casi in cui le due fattispecie di reato di autoriciclaggio venissero destinate alla utilizzazione o al godimento personale. Ora invece il subemendamento prevede che «fuori dei casi di cui ai commi precedenti, non sono punibili le condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale», prevedendo quindi per le due fattispecie di autoriciclaggio una punibilità piena anche per l’autoconsumo e una esclusione di responsabilità solo per ipotesi residuali dove non ci sia occultamento. «Il percorso che ci ha portato all’inserimento dell’autoriciclaggio nella voluntary disclosure è stato laborioso», commenta Luca Pastorino, «sono soddisfatto dell’inserimento dell’emendamento in quanto si è trovato un punto di equilibrio di diverse esigenze. Il mio auspicio è che questa modifica resti anche al senato».

E sempre Pastorino incassa l’approvazione di un suo subemendamento che introduce l’estensione dell’autoriciclaggio nella responsabilità amministrativa degli enti, la legge 231.

Ieri la commissione finanze ha dunque completato i lavori sul progetto di legge della voluntary disclosure con l’approvazione del pacchetto degli emendamenti del governo e del relatore Giovanni Sanga (Pd). Oggi il testo approderà in aula dove inizierà subito la discussione. I tempi per l’approvazione sono stretti, incalza alle spalle la legge di stabilità e il relatore di maggioranza conta di incassare il primo sì entro la metà della settimana prossima. Il relatore di minoranza Filippo Busin (Lega nord) non rinuncia a provare a rendere la legge sul rimpatrio dei capitali più appetibile e conveniente per i possibili interessati: «Proporrò un mio testo in aula, la mia proposta», spiega Busin a ItaliaOggi «non è un condono e può avere successo perché punta allo scambio di informazioni secondo i criteri della lotta all’evasione internazionale».

Intanto la legge sul rimpatrio dei capitali prevede la possibilità di riportare legalmente i capitali detenuti all’estero con condotte illecite effettuate entro il 30 settembre 2014. Il contribuente dovrà dichiarare al fisco le evidenze in suo possesso su cui pagare le imposte per intero ottenendo uno sconto sulle sanzioni. La possibilità è aperta fino al 30 settembre 2015 e per chi aderirà alla voluntary disclosure non si applicheranno le norme sull’autoriciclaggio. Una sorta di carota dopo il bastone della nuova fattispecie penale.

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