Sono molti anni che si dice che le coperture pubbliche (siano esse sanitarie, assistenziali e previdenziali) non sono più adeguate per i cittadini italiani e che quindi bisogna ricorrere a prodotti e scelte alternative e complementari a quelle che garantisce lo Stato. Purtroppo però non si riesce ancora a vedere quale sia la strada corretta che bisogna intraprendere, quali siano gli strumenti adeguati e soprattutto quale debba essere il risparmio da effettuare. E quale il bisogno da coprire: quei pochi che riescono a capire che c’è un bisogno, poi, non riescono a quantificarlo.

Per quanto riguarda il risparmio degli italiani, da molti anni si sente dire come questi sbagliano, ma non si sente mai aggiungere subito dopo cosa dovrebbero fare per evitare ciò e, in più, a chi dovrebbero rivolgersi per avere indicazioni su un risparmio corretto e adeguato. Dall’osservazione macroeconomica degli ultimi 50 anni le certezze che abbiamo sono che gli italiani in media lavorano e risparmiano da giovani e che durante tutto l’arco della vita lavorativa mantengono un consumo pressoché stabile. Sempre a livello di teorie economiche si dice anche che l’ideale sarebbe avere un profilo di ricchezza di tipo a gobba, o meglio che il lavoratore accumuli risparmi durante la vita lavorativa per utilizzarli, e quindi decumularli, durante il pensionamento, momento in cui ci sarà un abbattimento delle entrate: infatti la pensione sarà sicuramente inferiore all’ultimo reddito percepito.

 

Questo sarebbe invece il sogno: aggiungere al canale pubblico un ulteriore risparmio adeguato alle aspettative di vita in modo da avere i soldi veramente sufficienti durante l’età di pensionamento. Ad oggi però bisogna fare i conti con la realtà attuale: poca capacità di risparmio, soprattutto in tempo di crisi, scelte di investimento non adeguate alla copertura dei propri rischi e soprattutto poca conoscenza delle possibilità di protezione.

Per questo motivo bisogna aiutare i cittadini a prendere coscienza di questa necessità, a capire che questo è un problema primario, ossia prendere in considerazione la necessità di proteggersi da quegli eventi che risultano essere dannosi per sé e per i propri cari (si pensi ad esempio alla prematura scomparsa o all’invalidità totale di uno dei principali percettori di reddito del nucleo familiare). Bisogna far capire insomma che le assicurazioni e le banche hanno gli strumenti adeguati e corretti per aiutarli a coprire questi bisogni, che se seguiti in modo professionale da un consulente (assicurativo o bancario) per tutta la loro vita i cittadini avranno la reale possibilità di prendere consapevolezza dei propri bisogni latenti col risultato che avranno finalmente la capacità di identificare la soluzione più corretta per tutelarsi.

Per questo motivo, il 26 ottobre l’Irsa, l’Istituto per la ricerca e lo sviluppo delle assicurazioni, organizza un seminario (a Milano al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci) riguardante la realtà della protezione individuale e famigliare italiana: si parlerà dell’opportunità che ha il mercato assicurativo e bancario nell’offrire adeguati prodotti di protezione e, inoltre, degli strumenti messi a disposizione del cittadino per aiutarlo a prendere consapevolezza del proprio bisogno. Un seminario pensato soprattutto per dare le giuste informazioni al cittadino intenzionato a compiere una scelta consapevole di soddisfacimento di un bisogno che spesso tanto consapevole non è. (riproduzione riservata)

Viviana Dabusti responsabile area applicazioni tecnologiche e previdenziali – Irsa