Efama spinge sulle pensioni

Di Carlotta Scozzari

All’inizio di ottobre, a pochi mesi dal suo insediamento, il neo-presidente di Efama (European fund and asset management association, l’associazione del risparmio gestito del Vecchio Continente), Claude Kremer, ha alzato il velo sui cinque punti che, da adesso in poi, saranno alla basa della strategia di sviluppo dell’asset management. Come indicato dallo stesso Kremer, obiettivo dell’associazione è «sostenere un alto livello di tutela degli investitori, promuovere l’effettiva attuazione di un mercato unico per la gestione del risparmio, e rafforzare la competitività nel settore». In tale contesto, le cinque linee guida su cui ha di recente puntato il dito il numero uno dell’Efama sono: promozione del risparmio a lungo termine; promozione dell’informazione agli investitori e dell’educazione finanziaria; sostegno di misure normative utili; espansione del marchio Ucits (in termini generali, l’insieme delle direttive sull’asset management) in Europa e oltre; dimostrazione dell’importanza dei professionisti del settore per l’economia. Ma vediamo in cosa consiste nel dettaglio la strategia delineata dall’Efama. «I cinque punti enunciati – commenta a B&F Franco Benini, responsabile ufficio studi di Copernico Sim – sono in linea con le finalità dell’associazione e toccano ambiti di sicuro interesse. Se volessimo ipotizzare un ordine di importanza, indicheremmo come prioritari il secondo e il quinto. Una maggiore consapevolezza della domanda – prosegue – è fondamentale per arrivare a un sistema più concorrenziale ed efficiente e, in ultima analisi, più importante per l’economia, come del resto vuole l’ultimo punto del programma. Una maggiore armonizzazione su scala internazionale avrebbe riflessi positivi sul livello di concorrenza e, ancora, sull’efficienza del settore». Tuttavia, come evidenzia l’esperto di Copernico Sim, sarà «cruciale per decretare il successo o meno della nuova presidenza vedere il modo in cui verranno tradotte in programmi di lavoro le dichiarazioni di intenti. Per finire – conclude – notiamo come sarebbe positivo che i dati e i documenti diffusi dall’associazione europea avessero un maggiore riscontro anche in Italia, dove ci si concentra troppo su conti e prodotti domestici».
RISPARMIO DI LUNGO TERMINE. Per raggiungere l’obiettivo di promuovere il risparmio in un orizzonte di lungo termine, la parola chiave dell’Efama è «pensioni». In particolare, l’associazione sostiene la creazione di un piano pensionistico europeo armonizzato, (l’acronimo per definirlo è Ocerp, ovvero Officially certified European retirement plan). Non a caso, l’Efama si è già mossa in questo senso, attivando il Comitato direttivo per le pensioni e il risparmio a lungo termine (Long-term savings and pension steering committee), organo che si propone di costituire una sorta di polo di conoscenze anche per indirizzare le politiche e gli interventi in materia, senza contare che l’associazione ha già organizzato una giornata ad hoc proprio sulle pensioni. Anche l’Italia, almeno a giudicare da alcune modifiche apportate in extremis alla «manovra di Ferragosto», starebbe cercando di allinearsi all’Europa in tema di pensioni, incentivando l’investimento di lungo termine. Nel testo del provvedimento, e più in particolare nella sezione in cui si parla degli strumenti finanziari graziati dall’innalzamento dell’imposta al 20%, sono infatti stati inseriti i «piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti». Un’espressione che (come evidenziato da B&F il 24 settembre 2011) potrebbe dare adito a molteplici interpretazioni ma che, almeno di primo acchito, farebbe pensare ai tradizionali Pac (i piani di accumulo del capitale sono strumenti che consentono l’acquisto di quote di un prodotto finanziario, nella maggior parte dei casi un fondo comune, tramite versamenti periodici distribuiti nel tempo), e ai fondi pensione. Quel che appare abbastanza certo è che si tratta di una formula finalizzata a incentivare il risparmio di lungo termine.
EDUCAZIONE FINANZIARIA. La seconda priorità indicata dall’Efama è diffondere l’educazione finanziaria tra gli investitori. A riguardo, l’associazione europea del risparmio gestito, dovrebbe organizzare per l’anno prossimo un evento dedicato alla formazione degli investitori. Lo scopo è mostrare i risultati conseguiti dal settore in questo ambito, anche in modo da potere mettere a punto ulteriori interventi. Del resto, nel 2012 si dovrebbe riuscire a valutare meglio anche l’effettiva utilità del cosiddetto Kiid (acronimo di Key investor informations), il documento che, con l’avvento della Ucits IV, entrata in vigore dal primo luglio scorso, si è sostituito al prospetto semplificato. Il Kiid contiene le informazioni essenziali che i potenziali investitori devono ricevere prima della sottoscrizione di un prodotto. 
MISURE NORMATIVE UTILI. La terza priorità dell’Efama è il sostegno di misure normative «utili», o meglio, come ha precisato Kremer, «vantaggiose per l’investitore finale. Il nostro approccio – ha proseguito il numero uno dell’Assogestioni europea – si fonderà su una situazione di reciproco vantaggio. Le normative devono infatti giovare al risparmiatore, all’industria e in generale all’economia. Devono altresì tenere conto e bilanciare le esigenze degli investitori in termini di innovazione, contenimento dei costi e tutela».

UCITS ED ECONOMIA. La quarta priorità, invece, punta all’espansione e alla tutela del marchio Ucits. L’intento, in questo caso, è organizzare seminari internazionali per illustrare gli sviluppi delle diverse regolamentazioni europee in materia di fondi d’investimento. Infine, la quinta finalità dell’associazione presieduta da Kremer è dimostrare l’importanza per l’economia dei professionisti dell’industria europea della gestione del risparmio. «A questo scopo – ha detto il neo presidente – è necessario dare prova delle nostre conoscenze in merito agli interessi degli investitori e dimostrare che possiamo contribuire al conseguimento degli obiettivi europei in campo economico e sociale. Intendiamo organizzare una campagna di sensibilizzazione riguardo al contributo offerto dal nostro settore all’economia reale nei mercati dei capitali, oltre a sostenere iniziative di formazione professionale».