La Commissione europea istituirà una Climate Insurance Alliance con l’obiettivo di ampliare la copertura assicurativa contro gli eventi meteorologici estremi e ridurre il ricorso ai bilanci pubblici come strumento residuale di compensazione dei danni. L’iniziativa è stata annunciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione del 16 settembre. Secondo la Commissione, oggi soltanto circa il 25% delle perdite da catastrofi naturali in Europa è coperto da assicurazioni private. Il restante 75% costituisce quindi un protection gap che, dopo eventi gravi, ricade in larga misura su cittadini, imprese e governi nazionali. «Troppo spesso i bilanci nazionali diventano l’assicuratore di ultima istanza», ha osservato von der Leyen, indicando la necessità di interventi per ridurre il divario di protezione.
L’alleanza dovrebbe riunire compagnie di assicurazione e riassicurazione, investitori, modellisti del rischio, autorità pubbliche e contraenti assicurativi. La finalità annunciata è individuare e promuovere strumenti in grado di aumentare la diffusione delle coperture e incentivare le misure di prevenzione e riduzione del rischio.
Tra le soluzioni che potrebbero essere esaminate figurano coperture collettive e assicurazioni parametriche, nelle quali l’indennizzo viene attivato automaticamente al superamento di soglie predefinite, quali livelli di precipitazione, temperatura o altri indicatori meteorologici. Si tratta, tuttavia, di esempi riportati nel dibattito sull’iniziativa: la Commissione non ha ancora pubblicato struttura, governance, risorse finanziarie, adesioni né eventuali proposte legislative dell’alleanza.
La Commissione ha chiarito che l’obiettivo è rafforzare l’assicurabilità dei rischi climatici e rendere gli schemi di protezione più adeguati alla crescente frequenza e gravità degli eventi estremi. Resta da definire se la Climate Insurance Alliance sarà soprattutto una piattaforma di coordinamento tra operatori e istituzioni, se lavorerà sul raccordo dei regimi nazionali esistenti oppure se preparerà strumenti assicurativi o riassicurativi comuni a livello europeo.
Il quadro europeo di resilienza
L’iniziativa assicurativa costituisce il pilastro finanziario di un più ampio pacchetto sulla resilienza climatica che la Commissione prevede di presentare in ottobre. Il nuovo quadro dovrebbe identificare cento territori europei particolarmente vulnerabili, valutarne i rischi e indicare il livello — europeo, nazionale, regionale o locale — al quale affrontarli.
L’impostazione indicata da von der Leyen punta a integrare adattamento e mitigazione: da un lato il rispetto degli obiettivi climatici e la riduzione delle emissioni, dall’altro interventi per rendere territori, imprese e infrastrutture più resilienti agli effetti già in atto del cambiamento climatico.
Il programma comprende anche un piano europeo contro le ondate di calore, con l’obiettivo di migliorare i sistemi di allerta precoce, e un’iniziativa europea sull’acqua volta a rafforzare la gestione del rischio siccità. La Commissione intende inoltre sostenere lo sviluppo di tecnologie per l’adattamento, quali colture resistenti alla siccità, opere di prevenzione delle alluvioni e sistemi di raffrescamento più efficienti sul piano energetico.
Il contesto climatico e assicurativo
L’annuncio segue un’estate caratterizzata in Europa da ondate di calore, siccità, incendi e altri fenomeni meteorologici estremi. Nel suo intervento, la presidente della Commissione ha sottolineato che l’Europa si sta riscaldando a una velocità circa doppia rispetto alla media globale, rendendo necessario rafforzare le misure di preparazione e adattamento.
Il tema del protection gap è particolarmente rilevante per il settore assicurativo europeo. L’aumento dei danni fisici e delle concentrazioni di esposizione può rendere più difficile, o più costosa, la disponibilità di coperture nelle aree maggiormente esposte. L’alleanza annunciata dalla Commissione punta quindi a collegare espansione delle coperture, prevenzione del rischio, capacità assicurativa privata e sostenibilità della spesa pubblica, ma i suoi effetti concreti dipenderanno dalle misure operative che saranno definite nei prossimi mesi.
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