Swiss Re vede una crescente esigenza di protezione riassicurativa in un contesto segnato da rischi naturali, tecnologici, giuridici e geopolitici sempre più complessi e interdipendenti. Alla vigilia del Rendez-Vous de Septembre di Monte Carlo e della stagione dei rinnovi, il gruppo indica dati, modellistica, competenze di underwriting e soluzioni su misura come elementi essenziali per aiutare i clienti a individuare le nuove esposizioni, gestire la volatilità e rafforzare la resilienza.

Secondo Urs Baertschi, Chief Executive Officer Property & Casualty Reinsurance di Swiss Re, la domanda di protezione continua a espandersi perché lo scenario dei rischi sta cambiando rapidamente e le connessioni tra le diverse esposizioni diventano più rilevanti. Per le cedenti non è più sufficiente acquistare capacità riassicurativa: occorrono analisi, dati e competenze capaci di individuare gli accumuli di rischio, valutare gli impatti indiretti e definire strutture di trasferimento adeguate.

Catastrofi naturali e gap di protezione

Il rischio di catastrofi naturali rimane uno dei principali motori della domanda di riassicurazione. Swiss Re segnala che le perdite assicurate da eventi naturali continuano a crescere a un ritmo annuo compreso tra il 5% e il 7%, sospinte dall’aumento delle esposizioni, dalla crescita del valore degli immobili e delle infrastrutture e dall’evoluzione dei pericoli climatici.

La crescita delle perdite non dipende necessariamente da un singolo evento eccezionale. In un mercato più esposto, anche la combinazione di eventi significativi può generare danni annui molto elevati. Swiss Re richiama il caso della stagione uraganica atlantica del 2017, quando Harvey, Irma e Maria provocarono perdite assicurate superiori a 120 miliardi di dollari, pur senza che uno solo di tali eventi rappresentasse un record assoluto per intensità o costo.

Le simulazioni del riassicuratore indicano inoltre che, in uno scenario di picco per il 2026, le perdite assicurate da catastrofi naturali potrebbero raggiungere circa 320 miliardi di dollari. Il dato mette in evidenza il ruolo del riassicuratore nel sostenere gli assicuratori di fronte a eventi poco frequenti ma potenzialmente estremi, nei quali l’entità delle perdite supera la capacità di assorbimento ordinaria delle compagnie.

La funzione del trasferimento riassicurativo resta quindi centrale non solo dopo l’evento, nella copertura dei danni, ma anche prima del sinistro: consente alle imprese cedenti di pianificare l’esposizione, proteggere il capitale, mantenere capacità assuntiva e affrontare scenari caratterizzati da maggiore volatilità.

Incendi boschivi in crescita

Tra i rischi naturali richiamati da Swiss Re, gli incendi boschivi rappresentano uno dei pericoli meteorologici con la dinamica più veloce a livello globale. Il fenomeno coinvolge sempre più anche l’Europa, dove le perdite assicurate da wildfire sarebbero cresciute, negli ultimi decenni, a un tasso annuo stimato tra l’8% e l’11%.

Alla base della tendenza vi sono più fattori:

  • L’espansione degli insediamenti e delle attività economiche in aree esposte agli incendi.
  • L’aumento del valore dei beni potenzialmente danneggiabili.
  • Il mutamento delle condizioni climatiche e dei pattern di pericolosità.
  • La maggiore interazione tra territorio urbano, aree agricole e zone boscate.
  • La possibile concentrazione di esposizioni in località soggette a eventi ricorrenti.

Per Swiss Re, una migliore disponibilità di dati, l’evoluzione dei modelli, l’attività di prevenzione e le misure di adattamento possono accrescere la comprensione del rischio e sostenere un trasferimento assicurativo più efficace. Il punto non è soltanto stimare la frequenza degli eventi, ma analizzare la localizzazione dei beni, la vulnerabilità dei fabbricati, la capacità di intervento e il possibile accumulo di esposizioni in uno stesso territorio.

Data centre, AI e nuovi accumuli

Un’altra area di forte sviluppo è rappresentata dall’infrastruttura digitale collegata alla crescita dell’intelligenza artificiale. Gli investimenti cumulati nei data centre potrebbero superare 6 mila miliardi di dollari entro il 2030. Swiss Re Institute stima che tali investimenti possano generare un’opportunità di premi assicurativi globali pari a 91 miliardi di dollari entro la fine del decennio.

La costruzione e l’espansione dei data centre aprono opportunità assicurative, ma introducono anche nuove concentrazioni di rischio. Queste infrastrutture combinano valori patrimoniali elevati con una forte dipendenza da reti elettriche, risorse idriche, forniture tecnologiche, filiere globali e infrastrutture digitali.

Il rischio non riguarda quindi esclusivamente il danno materiale alla struttura. Un’interruzione dell’alimentazione elettrica, un problema nella catena di fornitura dei componenti, un evento naturale che colpisca un nodo infrastrutturale o un incidente informatico possono propagarsi lungo la rete, producendo effetti su più siti, clienti e settori economici.

Swiss Re evidenzia, inoltre, che circa il 40% della capacità di data centre degli Stati Uniti è localizzata in aree classificate a rischio significativo o molto elevato per giornate tornadiche. Si tratta di un esempio concreto della crescente sovrapposizione tra rischi naturali e infrastrutture digitali strategiche: un tema che richiede una valutazione integrata delle esposizioni fisiche, operative e cyber.

Swiss Re richiama anche il tema della responsabilità civile commerciale negli Stati Uniti, dove le perdite hanno raggiunto 174 miliardi di dollari nel 2025. Il dato supera le perdite assicurate globali da catastrofi naturali, indicate in 120 miliardi di dollari nello stesso anno.

Il riassicuratore segnala che permane la tendenza verso risarcimenti giudiziali elevati e che il più ampio contesto del contenzioso rende incerta la severità futura dei sinistri. Per assicuratori e riassicuratori, ciò rafforza l’esigenza di underwriting disciplinato, monitoraggio delle tendenze liquidative, analisi delle evoluzioni normative e giurisprudenziali e selezione prudente dei rischi.

Il fenomeno evidenzia come la crescita dell’esposizione non derivi soltanto da eventi fisici e naturali. I rischi di responsabilità possono accumularsi nel tempo, essere influenzati da sviluppi giudiziari o sociali e incidere sui risultati tecnici con ritardi significativi. In questo comparto, la qualità della tariffazione e l’adeguatezza delle clausole assumono un rilievo decisivo.

Geopolitica, inflazione e sinistri

Lo scenario geopolitico rappresenta un ulteriore fattore di amplificazione dei rischi. Le tensioni internazionali possono interrompere o rallentare le catene globali del valore, provocando shock ricorrenti sui prezzi dell’energia, delle materie prime e della logistica.

Per il settore assicurativo, questi effetti si trasferiscono sui costi di riparazione, ricostruzione e sostituzione dei beni danneggiati. Aumenti dei prezzi dei materiali, indisponibilità di componenti, allungamento dei tempi di approvvigionamento e tensioni sulla manodopera possono tradursi in sinistri più costosi, maggiore incertezza nella riservazione e pressione sulla redditività tecnica.

Il tema è particolarmente rilevante per i rischi property, construction, engineering, marine, trasporti e business interruption, ma può interessare indirettamente anche linee di business diverse attraverso l’inflazione dei costi e la discontinuità operativa delle imprese assicurate.

Nel messaggio di Swiss Re, il tratto comune tra catastrofi naturali, incendi, data centre, responsabilità civile e rischi geopolitici è l’interconnessione. L’underwriting non può più limitarsi a valutare ogni esposizione in modo isolato: deve comprendere come un evento possa propagarsi tra territori, catene produttive, infrastrutture, portafogli e linee di business.

Gianfranco Lot, Chief Underwriting Officer Property & Casualty Reinsurance di Swiss Re, sottolinea che la crescente complessità richiede di individuare le interazioni tra esposizioni e i punti nei quali possono formarsi concentrazioni di rischio. Dati, modelli e competenze tecniche servono quindi a misurare gli accumuli, definire una tariffazione appropriata e assumere decisioni di portafoglio coerenti con l’evoluzione delle esposizioni.

Per il mercato riassicurativo che si avvicina ai rinnovi, il messaggio è chiaro: l’aumento del fabbisogno di protezione non coincide automaticamente con una maggiore disponibilità indiscriminata di capacità. La capacità dovrà essere accompagnata da qualità del dato, granularità dell’analisi, disciplina assuntiva e corretta valutazione delle correlazioni tra i rischi.

In un contesto nel quale un incendio può colpire infrastrutture tecnologiche strategiche, una tensione geopolitica può aumentare il costo dei sinistri property e un’evoluzione giurisprudenziale può incidere sulla severità dei danni di responsabilità civile, la capacità di leggere le interdipendenze diventa un elemento essenziale della resilienza assicurativa.

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