Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

I conti di investimento con beneficio fiscale tanto amati dalla Commisione Europea di Ursula von der Leyen, i Sia (Savings and Investment Account), possono diventare realtà anche in Italia. L’Amf, Associazione Intermediari Mercati Finanziari che rappresenta gli operatori del mercato, sta lavorando da tempo a un progetto Sia. Come spiega Miriam Felici, vicesegretario generale Amf Italia a MF-Milano Finanza, «abbiamo già presentato il piano al Mef, insieme a Università Bocconi Centro Baffi ed Equita, per introdurre i conti di investimento con regime fiscale incentivante nel nostro ordinamento secondo la raccomandazione della Commissione europea all’interno del quadro della Savings and Investment Union». Questi conti speciali permettono di investire in azioni, fondi ed Etf comunitari per permettere alle società europee di crescere grazie al risparmio dei propri cittadini. Felici ricorda in tal senso che è «importante mobilitare il risparmio fermo, quei 1.600 miliardi in liquidità e conti correnti bancari delle famiglie italiane, convogliarne una parte sul mercato dei capitali facendo crescere gli investimenti in equity e rendendo più attrattive in questo modo le quotazioni. Si può così migliorare l’allocazione di risparmi oggi scarsamente remunerati». Il gruppo di lavoro sui Sia ha pensato in tal senso al modello svedese, gli Isk, perché ad oggi risulta quello di maggiore successo ed è legato ad una tassazione favorevole.
La Bce ritiene ancora «appropriata» una risposta di politica monetaria «misurata», quindi senza forti rialzi dei tassi, per tenere sotto controllo l’inflazione, anche perché l’aumento dei rendimenti di mercato a lungo termine frenerà l’economia europea più delle attese. Lo ha detto ieri la presidente Christine Lagarde in audizione alla commissione economica del Parlamento Ue. «Le prospettive di inflazione per il 2027 e il 2028 saranno più elevate rispetto a quanto previsto alcuni mesi fa, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia». Tuttavia, ha osservato Lagarde, «in questa fase non vediamo prove che i prezzi dell’energia stiano determinando salari più alti». Inoltre la presidente Bce ha sottolineato che sebbene la crescita abbia mostrato «resilienza», dall’ultima riunione del 10 settembre i tassi di mercato a lungo termine sono aumentati «in modo significativo» e questo fattore «rallenterà la crescita in misura maggiore rispetto a quanto previsto nelle nostre proiezioni di settembre». Nel complesso, secondo Lagarde, il quadro economico segnala che la corretta risposta monetaria della Bce al rincaro energetico resta di tipo «intermedio»: lo shock legato al conflitto in Medio Oriente si è rivelato «troppo forte per essere ignorato», ma Lagarde ha fatto capire che al momento non è necessario un aumento significativo dei tassi ufficiali, mentre è opportuna una reazione «misurata». La Bce ha alzato i tassi dello 0,25% a giugno e settembre portandoli dal 2% all’attuale 2,5%. I mercati si aspettano altri tre o quattro rialzi entro fine 2027. Tuttavia le parole di Lagarde, come quelle di altri banchieri centrali, fanno pensare che al momento la Bce abbia in mente un numero inferiore di interventi sui tassi. Lagarde ha comunque precisato che il contesto economico resta «molto incerto» con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita.
In Italia quasi sette decisori su 10 (il 67%) considera l’origine europea dei fornitori un criterio prioritario. È una delle tendenze che emergono dal secondo Barometro della fiducia digitale di Namirial (in collaborazione con Xerfi), realizzato intervistando 700 decisori in pmi e grandi imprese di Francia, Germania, Italia e Spagna. Lo studio registra anche un’esposizione alle frodi significativamente maggiore in Italia, dove il 72% degli intervistati ha notato un aumento dei tentativi di truffa digitale negli ultimi 12 mesi. In generale la provenienza della tecnologia è un tema per tutti i Paesi analizzati: in Spagna, Francia e Germania ne tiene conto tra il 58% e il 61% di chi decide. Inoltre Francia, Italia e Spagna presentano livelli simili di digitalizzazione dei processi aziendali di base (archiviazione dei dati, pagamenti, onboarding eccetera), mentre la Germania risulta indietro. Tendenze in parte simili emergono nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Francia e Spagna registrano un ricorso all’AI più estensivo, fino al 60-70% delle attività, contro il 54-55% di Germania e Italia. La fiducia tuttavia è più tiepida. A considerare l’AI affidabile per i processi critici è solo il 42% dei decisori francesi, il 47% degli spagnoli, il 49% degli italiani e il 52% dei tedeschi
American Express Italia sta per siglare una partnership strategica con Banca Generali con l’obiettivo di arricchire i servizi a disposizione dei clienti di private banking. Nell’ambito della partnership i clienti di Banca Generali potranno richiedere una selezione delle carte premium, tra cui la Carta Platino American Express, previa approvazione di American Express Italia. Rendendo disponibile, tra le altre, la Carta Platino American Express la collaborazione coniuga il modello di consulenza personalizzata della banca con l’offerta lifestyle di American Express.

Non basta rivestire l’incarico di Rup per beneficiare della possibilità delle coperture assicurative previste dall’articolo 2, comma 4, del d.lgs 36/2023. Secondo la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Sardegna, parere 16 settembre 2026, n. 447, non è assicurabile il ruolo ricoperto, bensì l’attività professionale effettivamente svolta. In particolare, la Sezione ritiene che il rischio copra solo le attività relative alla produzione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, del documento di indirizzo della progettazione, del progetto di fattibilità tecnica ed economica, del progetto esecutivo e, nei limiti consentiti dal codice, della verifica della progettazione, cioè ciò che ricade nell’allegato I.7 al d.lgs 36/2023. La Sezione chiarisce che l’articolo 1, comma 4-bis, della legge 20/1994 dispone l’obbligo, ricadente su “chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche” di stipulare una polizza per i danni patrimoniali cagionati all’amministrazione per colpa grave.
Gli investitori italiani si aspettano che il 38% del reddito che percepiranno durante il pensionamento provenga da una fonte pubblica, dato leggermente al di sopra della media europea (34%). Un’ulteriore quota del 38% è attesa da risparmi e investimenti personali (in linea con la media europea del 37%), con il restante 24% che dovrebbe arrivare dalle forme pensionistiche complementari offerte in ambito lavorativo. Per il 30% la necessità di predisporre risorse per il pensionamento è uno dei principali obiettivi di investimento, ma solo il 69% di questo gruppo è fiducioso di poter raggiungere questo obiettivo. È quanto emerge dal Decoding Investors, ricerca realizzata da Amundi in 26 paesi su un campione di 18 mila persone. Più dei 2/3 degli investitori italiani hanno accesso a una qualche forma di consulenza finanziaria, con il 26% che vi ricorre regolarmente e il 42% occasionalmente. La scelta di affidarsi ai consulenti è soprattutto dettata dalla tranquillità di potersi confrontare con una persona fidata per validare le proprie decisioni. Solo il 9% cita assistenti basati sull’AI, impiegati soprattutto per la generazione di strategie di investimento (29%), la spiegazione di concetti o termini finanziari (28%) e la verifica di un’opinione per controllarne la validità (26%). Il 33% ha invece cercato informazioni, consigli o indicazioni sugli investimenti tramite influencer (contro il 39% in Europa), al fine di approfondire le proprie conoscenze in materia di investimenti (37%), di comprendere come iniziare (29%) e di aggiornarsi sull’andamento dei mercati finanziari (28%)
Allianz valorizza la formazione dei giovani. Nei giorni scorsi si è svolta in Torre Allianz a Milano la cerimonia di diploma del master in Finance, insurance and new technologies realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano e il centro di innovazione digitale Cefriel. L’iniziativa rientra nel Talent Program di Allianz, il graduate program, giunto alla settima edizione, che offre l’accesso a master universitari di secondo livello e l’assunzione in azienda con un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. «La conclusione di questo master rappresenta un traguardo importante per i partecipanti e, al tempo stesso, un investimento sul futuro della nostra organizzazione», ha spiegato Letizia Barbi, responsabile delle risorse umane di Allianz Italia. «In Allianz crediamo che la crescita delle persone passi attraverso opportunità concrete fondate sull’impegno, sul merito e sulla volontà di continuare ad apprendere».
![]()