Il Gruppo Agenti Generali Italia chiede di essere coinvolto nel confronto sulle possibili ricadute del risiko bancario sul modello distributivo di Generali. L’associazione, che riunisce circa 1.200 agenti e rappresenta oltre il 50% della rete di Generali Italia, sollecita l’apertura di un tavolo formale con la compagnia e impegni verificabili sulla gestione della clientela e sugli investimenti nelle agenzie.
La richiesta interviene mentre Generali è coinvolta, a vario titolo, nelle operazioni di consolidamento in corso nel settore bancario, comprese l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena, le iniziative che riguardano Banca Generali e Banco Bpm e le possibili alleanze industriali allo studio con UniCredit.
Secondo il presidente di GA-GI, Federico Serrao, le operazioni finanziarie non riguardano direttamente il gruppo agenti, ma potrebbero produrre effetti sulla rete e sui clienti. L’attenzione è rivolta in particolare alla possibile sovrapposizione tra canale agenziale e bancassicurazione. «La questione non è la crescita della bancassicurazione in sé, ma la sovrapposizione tra canali», sostiene Serrao. Il modello distributivo, secondo il presidente di GA-GI, può funzionare se reti bancarie e agenziali svolgono funzioni differenziate; il rischio emerge, invece, quando i due canali si rivolgono allo stesso cliente per offrire gli stessi prodotti.
Il canale agenziale continua a mantenere un ruolo centrale nel mercato danni italiano. Secondo i dati più recenti, le agenzie intermediano il 71% dei premi danni, mentre gli sportelli bancari rappresentano il 10,3% e i broker il 9,6%. GA-GI richiama inoltre il dato secondo cui circa due terzi della raccolta premi di Generali in Italia transita attraverso le reti del gruppo.
Il gruppo agenti afferma di non assumere una posizione a favore di uno specifico esito delle operazioni di mercato, ma chiede garanzie sul mantenimento della centralità della rete agenziale indipendentemente dall’evoluzione degli assetti azionari o delle alleanze industriali. Tra le richieste avanzate figurano un confronto preventivo sulle decisioni strategiche che possano modificare l’organizzazione distributiva, regole chiare sulla gestione della clientela e investimenti destinati alle agenzie. Il gruppo sottolinea inoltre che il plurimandato costituisce uno strumento disponibile per gli agenti, qualora venissero meno condizioni ritenute adeguate per lo sviluppo della rete.
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