Il numero degli intermediari iscritti al registro francese Orias continua a crescere, sostenuto soprattutto dalla dinamica dei collaboratori di intermediari. Al 31 agosto 2026, il registro francese conta 73.545 intermediari e 125.165 iscrizioni complessive, con un aumento, su base annua, rispettivamente di 3.497 intermediari e 5.592 iscrizioni.

L’evoluzione, secondo quanto riporta l’Argus, conferma la tendenza già rilevata nel 2025, quando gli intermediari attivi nei comparti assicurativi, bancario e finanziario erano saliti a 72.666, con un incremento del 3,85% rispetto all’anno precedente. Le iscrizioni complessive avevano raggiunto 123.083 unità, in aumento del 4,04%. La differenza tra i due dati dipende dal fatto che uno stesso professionista può risultare iscritto in più categorie di attività.

Broker e agenti crescono, ma più lentamente

La crescita prosegue anche per broker e agenti generali, sebbene a ritmi più contenuti rispetto ai collaboratori. Secondo i dati Orias, i broker sono 27.500, con un incremento annuo del 2%, mentre gli agenti generali raggiungono 12.035 unità, in aumento dell’1,3%.

EsempioCondurreVariazione annuale
Broker27.500+2,0%
Agenti generali12.035+1,3%
Collaboratori delle imprese di assicurazione (MA)3.593+11,1%
Collaboratori di intermediari di assicurazione (MIA)30.949 iscrizioni+4,2%

 

Il rapporto richiama inoltre l’elevata concentrazione delle reti agenzie. In Francia sono censite 16 reti di agenti generali di assicurazione, ma tre gruppi assicurativi conferiscono da soli mandati al 50% degli agenti generali presenti nel registro.

Il dato segnala come, accanto alla crescita numerica degli intermediari, la distribuzione assicurativa resta fortemente rafforzata dal peso dei principali gruppi assicurativi nella gestione delle reti tradizionali.

Collaboratori, la crescita più intensa

La componente più dinamica è quella dei collaboratori: I MA, ossia i collaboratori delle imprese assicurative, sono arrivati a 3.593 alla fine del 2025, con una crescita dell’11,1%.

L’Orias invita tuttavia a leggere questo incremento con cautela: la crescita sarebbe spiegata principalmente dall’aumento degli effettivi di una singola rete. Il dato mostra comunque come il modello del mandato sta assumendo un peso crescente nell’ecosistema distributivo.

Ancora più rilevante è la dinamica dei mandatari di intermediazione assicurativa, dei MIA, collaboratori di intermediari assicurativi. Le loro iscrizioni raggiungono 30.949 unità, in aumento del 4,2% su base annua.

Secondo l’Orias, si tratta di una crescita “molto forte”, che non rallenta nel tempo. Il modello dei MIA consente infatti di ampliare la presenza dell’assicurazione in concorsi professionali diversi dalle reti classiche di agenti e broker.

L’espansione dei MIA è rilevante non soltanto per i numeri, ma per la trasformazione che rappresenta. L’attività economica principale di questi soggetti non coincide necessariamente con l’assicurazione. Il registro include, tra gli altri, professionisti provenienti dall’immobiliare, dai servizi e dalle costruzioni.

La distribuzione assicurativa tende dunque a integrarsi in filiere commerciali e professionali nelle quali la polizza costituisce un servizio complementare o accessorio rispetto all’attività principale. È il caso, ad esempio, dei servizi collegati all’acquisto o alla locazione di un immobile, dei servizi offerti alle imprese o delle attività che intercettano bisogni assicurativi connessi a lavori, finanziamenti o contratti di fornitura.

Questa evoluzione può ampliare l’accessibilità dei prodotti, ma rende ancora più importante assicurare che i soggetti coinvolti abbiano un’adeguata formazione, presidio organizzativo e capacità di individuare bisogni assicurativi coerenti con le esigenze del cliente.

Cala il peso della finanza

Il cambiamento è confermato anche dal profilo economico degli iscritti. La quota degli intermediari la cui attività principale appartiene alla finanza e all’assicurazione è scesa al 57%, contro il 63% di dieci anni fa.

Per l’Orias, l’attività finanziaria e assicurativa tende quindi ad essere meno dominante all’interno dell’universo degli intermediari. Il dato non indica necessariamente una riduzione del rilievo dell’intermediazione assicurativa, ma evidenzia una crescente ibridazione dei canali distributivi.

La crescita degli intermediari, e in particolare dei collaboratori di intermediari, appare così legata alla progressiva diffusione dell’assicurazione al di fuori delle reti professionali tradizionali. Broker e agenti generali mantengono una funzione centrale nel mercato, ma i modelli di distribuzione integrata e multiprodotto stanno acquistando un peso sempre maggiore.

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