Il settore assicurativo italiano ha chiuso il primo semestre 2026 con un solvency ratio aggregato del 277%, in aumento di 10 punti percentuali rispetto al 267% registrato a fine giugno 2025, secondo quanto riporta ANIA. Il dato segnala un rafforzamento della dotazione patrimoniale delle imprese rispetto al capitale richiesto dalla normativa Solvency II.

L’incremento risulta diffuso in tutti i principali comparti assicurativi. Le imprese Vita hanno registrato il valore più elevato, con un solvency ratio salito dal 273% di giugno 2025 al 283% di giugno 2026.

Per le imprese Danni, l’indicatore è passato dal 240% al 250%, mentre le compagnie miste hanno raggiunto il 277%, contro il 267% di un anno prima. In tutti e tre i segmenti, i valori restano ampiamente superiori al 100%, soglia corrispondente alla copertura integrale del requisito patrimoniale regolamentare.

Il rafforzamento patrimoniale ha interessato anche tutte le classi dimensionali considerate da ANIA. Le imprese medio-grandi hanno evidenziato il rapporto più alto, pari al 289%, contro il 271% di giugno 2025, con un incremento di 18 punti percentuali.

Le compagnie di grandi dimensioni hanno registrato un solvency ratio del 277%, in aumento dal 269% dell’anno precedente e in linea con la media di settore. Le imprese piccole sono passate dal 226% al 240%, mentre quelle piccole-medie dal 240% al 254%.

Nel 2025 chiuso il solvency ratio medio è stato intorno al 274%, secondo i dati illustrati all’assemblea annuale dell’ANIA. L’aumento a 277% indica una tenuta e un ulteriore miglioramento della posizione patrimoniale aggregata, pur senza fornire indicazioni dirette sulla redditività o sull’evoluzione futura dei requisiti di capitale.